Applausi

I palmi della pioggia e del terreno applaudono quando si incontrano,
torcendo le dita in un nodo di ruscello.

Segue il fulmine, batte i pugni contro il cielo fumoso,
scoppiano raffiche di vento, gocce di pioggia come fuochi d’artificio.

La nebbia rotea sopra il terreno e danza – mi ricorda di quegli inverni in riva al lago
tanto tempo fa.

Le pozzanghere inseguono la tempesta che passa per ripulire
le strade impolverate e lava gli alberi dalle cattive abitudini.

Di nuovo il fulmine tremola, come una morente lampadina d’argento
che oscilla ad un filo in qualche soffitta del passato.

La tempesta sospira ancora una volta, poi ritrae le sue possenti braccia.

Allora il pomeriggio attende che il sole affondi le sue dita tra le nuvole.

Così gli uccelli potranno volare di nuovo.

sole

Tempesta

Sento il tuono rotolare nelle mie ossa.
I fulmini brillano nei miei occhi.
I chili di pioggia contro i miei timpani mi ricordano il rumore dell’estate. Sento la tempesta che corre verso di me, la staticità dell’aria che mi avverte, il buio colore delle nuvole che mi invita. La tempesta sta arrivando; mi sento vicina ad ogni respiro della terra. Scatenati nel mio corpo, poi porta calma. La rabbia dei cieli scuote le finestre, frusta i miei capelli.
 Sorrido.
Le gocce di pesante pioggia picchiettano col rumore di passi sul pavimento in legno. Il tuono brontola e il mio corpo vibra con la suaforza. Cadono i fulmini e lampeggiano nei miei occhi nel mio sangue. Sono la tempesta. La tempesta è me. Natura, si schianta al suolo per quanto l’occhio può vedere, il mio corpo è in pace.           

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