Doni

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Delicate lingue di Sole
e Fiori leggeri sfiorano la pelle.
I Bombi infatuati si inebriano
dei fiori appena aperti.

Com’è dolce il miele,
quando si fonde sulla lingua.
I boccioli timidi e sensibili
prendono fiducia, si sciolgono. 

La brezza spira, respira, soffia,
inonda l’aria vellutata.
Porta gli squisiti doni 
della Primavera.

 

Splendore

Baci di Girasole danzano sulla mia pelle
mentre giaccio in un campo di grano nel pomeriggio.
Appari quasi dal nulla
e ti fermi accanto a me come se
appartenessimo da sempre l’un l’altra.

Il Sole fa male agli occhi,
cerco forme nelle nuvole.
Mi fissi e cerco di pensare,
eppure più guardi più è difficile concentrarmi.

Ognuno porta la Luna come dono,
ma per me, l’unica cosa che può
rivaleggiare con te
è il grande splendore del Sole
e anche allora, quando cominci a
emergere dal bagliore
il Sole si fa scuro e bruciato.

Ci siamo distesi nel calore,
baciati dai Girasoli
e il grano ci solleticava
e nient’altro importava al mondo.

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Sessanta miglia

Ho sognato che ci perdevamo, nel campo coperto di fiori selvatici. Ciascuno un brillante, splendente, rilucevano d’oro e si riflettevano nei tuoi occhi. Mi ha fatto pensare a cieli infiniti e al tocco delle tue labbra sulle mie.

Un sogno senza fine, la favola rubata di noi: che ci siamo persi in abbracci infiniti per ore fino a quando tutto il nostro respiro non era che il nome dell’altro, e il Vento lo portava con sé per miglia e miglia.

E gli unici testimoni dei nostri fuggevoli peccati erano il Sole e le Stelle sopra di noi.
I nostri capelli, poggiati sull’umidità terrosa, prendevano un colore dorato e la dolcezza del Caprifoglio sostava sulle nostre labbra.

Io sogno di noi che ci perdiamo per ore, da qualche parte, nella città in cui ci siamo incontrati.
Sessanta miglia a nord di nessun luogo. Dove puoi scrivere canzoni d’amore sulla mia pelle, con la punta della lingua, tracciando disegni stravaganti nella mia bocca.

E gli unici testimoni della nostra felicità fuggevole sarebbero il Vento tra i capelli e il Cielo dorato.

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Serenata

Giunchiglie ondeggiano mandando baci tremuli,

vacillano nella serenata di ali delicate.

 

I nostri volti arrossendo si fanno luminosi,

mentre la luce del Sole scivola via.

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