Incontro

Le nuvole sussurrano nel suo impermeabile, pesanti gocce di un cielo solitario, mentre cammina attraverso la folla di disperati sconosciuti. Nel veloce passaggio sfocato dei volti, vede i morbidi capelli di lui, ed è come un’eco, il gentile riverbero di un fantasma. Per un attimo il suo cuore si ferma.Poi scompare così come è apparso, un’ombra dalle strade della città, allo stesso modo in cui si perdeva nella confusione della sua testa. E le mani di lei si indolenzivano mentre cullavano il suo corpo, per tenerlo al sicuro. Si sveglia nel buio silenzioso, chiamando il suo nome.

Salsedine

A volte quando mi sveglio, prima che il sole sorga, mi sento come come se fossi l’unica persona al mondo.
Poi noto che il mio viso è umido e mi chiedo se sia perché ho nuotato di nuovo con te nei miei sogni.

Mi ricordo di noi nelle notti d’estate sotto le stelle e il calore della tua pelle nella notte fredda. Mi ricordo la fosforescenza dei nostri corpi e di come abbiamo nuotato insieme, la salsedine del mare e le tue dita lungo la mia schiena. Luminosi come stelle nella notte.
Mi ricordo come avrei voluto che durasse per sempre.

Ora mi chiedo se la marea e le mie lacrime siano così diverse, dopo tutto.

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Foglia

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Durante la mia ultima visita alla molto lontana Isola Chimerica, mi sono imbattuta in una Foglia che mi ha ricordato di noi. Mi ha parlato in chiave di Sol, una lingua straniera (ma non estranea) che ti scorre dentro e ti scuote.

Allora ho preso la Foglia e ho accarezzato il suo stelo, come ho accarezzato il tuo ego tempo fa (te lo ricordi?). Poi si è alzato il vento e me l’ha strappata dalle mani, cantando la tua Ballata dell’Amore Fittizio in Mi minore, ogni nota una lettera d’adorazione.

Ho seguito la Foglia fino a inciampare nella tua ombra. Allora ho recitato per te, quella canzone dell’Illusorio Desiderio, meglio di quanto abbia mai fatto…e poi l’ho dimenticata.

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