Baobab

Una foglia cadde contro l’Universo. 
Da essa un ramoscello si stiracchiò, rabbrividì e crebbe in un ramo. Una singola linea, ingorava tutto ciò che aveva intorno su quel mondo fino ad allora invisibile; si affrettò, precipitò, diventò corteccia. Un tronco unico, robusto, forte. Aveva una sola foglia. 
Si distendeva verso quel mare di stelle, protendeva i suoi rami che sembravano radici, solitario, contorto.
Gli atri alberi appassivano, lui li guardava. Le sue foglie birichine si aprivano e ridevano con leggerezza. Allora danzò con loro nel silenzio della savana.

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Lento

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L’Estate lascia il posto all’aria autunnale;

Foglie rosse, spighe dorate nei campi di grano.

Serpeggia la Nebbia di mattina, leggera,

Dalle montagne, dalle loro cime brumose.

 

Settembre albeggia incerto.

Il vento frizzante fa vacillare le cime degli alberi,

I campi coltivati con amore

Sembrano inciampare e rialzarsi come in una danza.

 

Il paesaggio è illuminato da uno smalto dorato,

I colori della terra esplodono in albe e tramonti.

Il fumo della legna si diffonde in una nebbia capricciosa

E un dolce profumo di linfa viene dai pini.

 

Braccia intrecciate, occhi chiusi, 

ci teniamo l’un l’altra, 

Ascoltando il lento canto del dolce Settembre.

Settembre

Le nostre dita erano intrecciate e non avrei mai sciolto quel nodo…

Hai promesso.

Ma come nell’irrequieto settembre sei sparito, caduca foglia.

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