Momenti

Questi sono i momenti che ricorderò sempre:

camminare in un Cafè affollato, vederti seduto in un angolo, una tazza fumante sul tavolo e gli occhi al soffitto. Il saluto tremolante sulla mia lingua, sulle labbra morsicate, le dita dei piedi che si rattrappivano nelle scarpe. Sentire la tua voce per la prima volta, lo stomaco legato con un nodo di mani esperte;

stare a sedere sul letto, scuotendo i muri con le risate, le tue braccia che mi tengono stretta alle curve del tuo corpo. Guidare con i finestrini aperti e mano nella mano, il vento che dipinge farfalle sul mio collo;

non sapere niente di te ma voler accendere una candela e esplorare. Trovare i più bei mosaici sepolti sotto il calcestruzzo, tu che mi prendi la mano e segui le tue cicatrici con le mie dita. Sai che non le riaprirò, lo prometto.

Ricorderò l’ansia e la paura dell’ignoto. I sogni e i dubbi e le risposte che portano solo ad altre domande. Ricorderò i nervi tesi nei crampi e la schiena dolorante, il toccare le mie labbra a mezzanotte e trovarle sorridenti. L’eccitazione e la danza sopra i cuscini con le spazzole come microfono e il portare quella sensazione con me per tutto il giorno.

Ricorderò il giorno in cui mi hai salutata per la prima volta.
Il momento in cui il mondo ha dato vita alle stelle.

amore

Monsieur Gateau

Nel 1918 Monsieur Gateau, cieco fin dalla nascita, era il più bravo orologiaio di America e fabbricava gli orologi più belli e perfetti al mondo. Era sposato felicemente con una donna creola e avevano un figlio, amore della loro vita.
Purtroppo, gli uomini possono essere anche avide bestie e fu così che scoppiò la Grande Guerra. Il figlio dei signori Gateau fu chiamato a servire il Paese e, mentre il padre costruiva un grandioso orologio per la stazione ferroviaria, egli periva sotto il fuoco nemico. Addolorato più di quanto desse a vedere, il signor Gateau non smise di lavorare e terminó il lavoro che gli era stato commissionato.
Giunto il giorno dell’inaugurazione, centinaia di persone si riunirono attorno all’opera per vedere quanto fosse perfetta. Fu data la carica e l’orologio inizió ad andare. Tutti si stupirono perché scandiva i minuti al contrario.
“Ma cammina all’inverso!”.
“L’ho concepito così… perché forse i nostri ragazzi perduti potranno tornare a casa. Rientrare alla fattoria, lavorare, avere figli, vivere delle vite lunghe e piene. Forse mio figlio potrà rientrare. Scusate se ho offeso qualcuno. Spero che amiate il mio orologio”.
Monsieur Gateau scomparve e non fu mai più rivisto. Alcuni dicono che sia morto per il dolore, altri che sia partito per mare.

20140205-221235.jpg

Voglio la favola

“Quand’è che capita, Kit? Quando capita davvero, con chi ha funzionato? Io voglio solo sapere per chi ha funzionato. Tu fammi un solo nome di una che conosciamo a cui è andata bene.”

“Tu vuoi un esempio? Vuoi che ti faccia un nome? Vuoi che ti dica un nome insomma, uno qualunque. Dio, che ossessione sono i nomi…uff…mh. Quella granculo di Cenerentola!”

20140204-233951.jpg

Blog su WordPress.com.

Su ↑