Incontro

Le nuvole sussurrano nel suo impermeabile, pesanti gocce di un cielo solitario, mentre cammina attraverso la folla di disperati sconosciuti. Nel veloce passaggio sfocato dei volti, vede i morbidi capelli di lui, ed è come un’eco, il gentile riverbero di un fantasma. Per un attimo il suo cuore si ferma.Poi scompare così come è apparso, un’ombra dalle strade della città, allo stesso modo in cui si perdeva nella confusione della sua testa. E le mani di lei si indolenzivano mentre cullavano il suo corpo, per tenerlo al sicuro. Si sveglia nel buio silenzioso, chiamando il suo nome.

Preludio

Lo sento sotto la pioggia che cade sempre nella mia mente; raccontami che cosa sanno quelle lacrime, queste sconosciute leggere.
Per favore, resta.
Nubi temporalesche svuotano le loro tasche su questa terra ispirando nuova vita.
Tutto sbiadisce col tempo, mi dici che a volte ci perdiamo molto prima di quando dovremmo.
Il crepuscolo si dissolve in ocra e ora, ecco il preludio della notte.

look back

Applausi

I palmi della pioggia e del terreno applaudono quando si incontrano,
torcendo le dita in un nodo di ruscello.

Segue il fulmine, batte i pugni contro il cielo fumoso,
scoppiano raffiche di vento, gocce di pioggia come fuochi d’artificio.

La nebbia rotea sopra il terreno e danza – mi ricorda di quegli inverni in riva al lago
tanto tempo fa.

Le pozzanghere inseguono la tempesta che passa per ripulire
le strade impolverate e lava gli alberi dalle cattive abitudini.

Di nuovo il fulmine tremola, come una morente lampadina d’argento
che oscilla ad un filo in qualche soffitta del passato.

La tempesta sospira ancora una volta, poi ritrae le sue possenti braccia.

Allora il pomeriggio attende che il sole affondi le sue dita tra le nuvole.

Così gli uccelli potranno volare di nuovo.

sole

Vento

Un uomo saggio una volta mi disse
che il vento racconta più storie
di quanto le parole facciano
in una vita intera.

Non gli ho creduto.

Ma poi ho sentito:
il grido del lupo,
il sussurro delle fanciulle.
Lo spirito ha tremato.

Arrenditi!

Le porte si erano aperte:
passo
dopo
passo
le foglie scricchiolavano
accartocciate sotto i miei passi.

Mi sono fermata sotto al salice,
sentendo nel suo tocco gentile quello di lui.
Poeta della natura, quanto è bella
l’eterna sinfonia degli elementi.

rabbia
gelosia
tradimento,
egli li raccontava, per poi farli sparire.

paura
solitudine
disperazione,
egli li portava con sè, poi li scacciava.

felicità
speranza
amore,
egli li conosceva, li spandeva nell’aria.

Ho guardato verso le stelle,
la mia casa,
e mi sono ricreduta:

Il vento mi ha raccontato più storie di quanto le parole possano fare in una vita.

Photo by Nicholas Scarpinato
by Nicholas Scarpinato

Lento

Immagine

 

L’Estate lascia il posto all’aria autunnale;

Foglie rosse, spighe dorate nei campi di grano.

Serpeggia la Nebbia di mattina, leggera,

Dalle montagne, dalle loro cime brumose.

 

Settembre albeggia incerto.

Il vento frizzante fa vacillare le cime degli alberi,

I campi coltivati con amore

Sembrano inciampare e rialzarsi come in una danza.

 

Il paesaggio è illuminato da uno smalto dorato,

I colori della terra esplodono in albe e tramonti.

Il fumo della legna si diffonde in una nebbia capricciosa

E un dolce profumo di linfa viene dai pini.

 

Braccia intrecciate, occhi chiusi, 

ci teniamo l’un l’altra, 

Ascoltando il lento canto del dolce Settembre.

Gabbia

Il tuo cuore è un libro di canzoni, rilegato dal tempo. La sua pergamena è macchiata dall’esperienza; cantavi melodie pure come una nevosa mattina d’inverno.

Ma ora canti storie diverse, le tue parole non sono chiare…di cosa stai parlando? Sono ansiosa di capire.

Se avessi potuto ti avrei letto, lo avrei fatto, ma restavi nascosto e ti occultavi dietro le fredde mura d’acciaio di un bar.

Per cosa piangi? Voglio saperlo.

Se potessi sentirti, ballerei la tua stessa danza, marcerei al tuo stesso ritmo.

Ma rimani nella tua gabbia e io resto fuori.

Di quale magia è fatta la canzone della tua vita?

 

Posso essere la tua via di fuga.

O magari il tuo abracadabra.

Che cosa devo fare per liberarti?

Le rime che servono per affrancare la tua anima, vorrei cantarle fino a non avere più fiato. 

 

Troverò quello che ti manca. Scoverò chi stai cercando.

Io sono qui, canta per me e non sarai solo ascoltato, ma compreso.

Svegliati

Nata per vivere un altro giorno,
una nuova vita distende le ali
dai colori brillanti,
con rapida delicatezza.

Nata per vivere, nata per morire.
Bellezza fugace.
Vita di una libellula,
musicale battito di ali.

Più veloce, amore. Più veloce ancora.
Domani ce ne andremo.
Un giorno, lo scopo di una vita intera.
All’alba non ci saremo.

La bellezza si trova in realtà effimere
ha breve durata, ma non viene dimenticata.
Il canto d’ali di una libellula
me lo ricorda fin troppo spesso.

Ventiquattro ore, un solo giorno,
è tutta la vita che abbiamo.
Perciò svegliati, amore.
Apri le tue ali e vola con me,
non abbiamo tempo da perdere.

Così come la vita di una libellula.
Maledizione.
Bellezza.
Morte.

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