Momenti

Questi sono i momenti che ricorderò sempre:

camminare in un Cafè affollato, vederti seduto in un angolo, una tazza fumante sul tavolo e gli occhi al soffitto. Il saluto tremolante sulla mia lingua, sulle labbra morsicate, le dita dei piedi che si rattrappivano nelle scarpe. Sentire la tua voce per la prima volta, lo stomaco legato con un nodo di mani esperte;

stare a sedere sul letto, scuotendo i muri con le risate, le tue braccia che mi tengono stretta alle curve del tuo corpo. Guidare con i finestrini aperti e mano nella mano, il vento che dipinge farfalle sul mio collo;

non sapere niente di te ma voler accendere una candela e esplorare. Trovare i più bei mosaici sepolti sotto il calcestruzzo, tu che mi prendi la mano e segui le tue cicatrici con le mie dita. Sai che non le riaprirò, lo prometto.

Ricorderò l’ansia e la paura dell’ignoto. I sogni e i dubbi e le risposte che portano solo ad altre domande. Ricorderò i nervi tesi nei crampi e la schiena dolorante, il toccare le mie labbra a mezzanotte e trovarle sorridenti. L’eccitazione e la danza sopra i cuscini con le spazzole come microfono e il portare quella sensazione con me per tutto il giorno.

Ricorderò il giorno in cui mi hai salutata per la prima volta.
Il momento in cui il mondo ha dato vita alle stelle.

amore

Sessanta miglia

Ho sognato che ci perdevamo, nel campo coperto di fiori selvatici. Ciascuno un brillante, splendente, rilucevano d’oro e si riflettevano nei tuoi occhi. Mi ha fatto pensare a cieli infiniti e al tocco delle tue labbra sulle mie.

Un sogno senza fine, la favola rubata di noi: che ci siamo persi in abbracci infiniti per ore fino a quando tutto il nostro respiro non era che il nome dell’altro, e il Vento lo portava con sé per miglia e miglia.

E gli unici testimoni dei nostri fuggevoli peccati erano il Sole e le Stelle sopra di noi.
I nostri capelli, poggiati sull’umidità terrosa, prendevano un colore dorato e la dolcezza del Caprifoglio sostava sulle nostre labbra.

Io sogno di noi che ci perdiamo per ore, da qualche parte, nella città in cui ci siamo incontrati.
Sessanta miglia a nord di nessun luogo. Dove puoi scrivere canzoni d’amore sulla mia pelle, con la punta della lingua, tracciando disegni stravaganti nella mia bocca.

E gli unici testimoni della nostra felicità fuggevole sarebbero il Vento tra i capelli e il Cielo dorato.

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