Gocce

Sta piovendo come se il cielo
stesse sognando di aprirsi
e versare gocce fresche
che scoppiano sopra la mia testa

La Luna si gira dietro le nuvole
e sembra di ferro battuto,
non riesco a vederla
attraverso il velo che abbraccia il mondo

Le nubi temporalesche gareggiano
lente
nel piano ininterrotto di grigi,
i motori scintillano brillanti,
infiniti,
provocano forti ritorni di fiamma
mentre si sporgono come lunghe dita
verso l’orizzonte

Il cielo si contorce,
i sogni si raccolgono
e vagano, forse persi,
dentro questa distesa di tempo dimenticato

Il mare colpisce le costa d’argilla
e corre sulle montagne,
punte di granito scompaiono
tra i flutti schiumosi che salgono mentre la Luna ruota

Lentamente il mondo cade
con un fiato d’acqua che circonda ogni pietra

E in una distesa di tempo dimenticato
il Cielo si sveglierà per incontrare la Terra ancora una volta

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Estate

Le nuvole si addensano in cielo, raggrumate dal caldo in disegni antropomorfi.
Mi guardi e odori di miele e sale, le tue labbra hanno il sapore amaro delle onde.
Ghirigori di salsedine sulla pelle, sassi bollenti contro la schiena;
ci incastriamo tra risate e gridi di gabbiani mentre il tabacco umido brucia nella pipa.
Senti il rumore delle onde.
Ci siamo inselvatichiti, la tua barba punge sulle mie gote dorate;
hai il colore bruno delle castagne. 
Solo il cielo interminabile sopra le nostre teste.
Nuotiamo alla luce del sole albeggiante, nella solitudine originaria
assaggiamo l’agrodolce della nostra pelle, odore salmastro di vita.
Fuggiaschi e viaggiatori, Crusoe e Stark.
Sogniamo qua, alla fine del mondo, tra le canne danzanti.
L’anima si disseta al silenzio assoluto del cielo stellato:
siamo il respiro del mondo.

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Monsieur Gateau

Nel 1918 Monsieur Gateau, cieco fin dalla nascita, era il più bravo orologiaio di America e fabbricava gli orologi più belli e perfetti al mondo. Era sposato felicemente con una donna creola e avevano un figlio, amore della loro vita.
Purtroppo, gli uomini possono essere anche avide bestie e fu così che scoppiò la Grande Guerra. Il figlio dei signori Gateau fu chiamato a servire il Paese e, mentre il padre costruiva un grandioso orologio per la stazione ferroviaria, egli periva sotto il fuoco nemico. Addolorato più di quanto desse a vedere, il signor Gateau non smise di lavorare e terminó il lavoro che gli era stato commissionato.
Giunto il giorno dell’inaugurazione, centinaia di persone si riunirono attorno all’opera per vedere quanto fosse perfetta. Fu data la carica e l’orologio inizió ad andare. Tutti si stupirono perché scandiva i minuti al contrario.
“Ma cammina all’inverso!”.
“L’ho concepito così… perché forse i nostri ragazzi perduti potranno tornare a casa. Rientrare alla fattoria, lavorare, avere figli, vivere delle vite lunghe e piene. Forse mio figlio potrà rientrare. Scusate se ho offeso qualcuno. Spero che amiate il mio orologio”.
Monsieur Gateau scomparve e non fu mai più rivisto. Alcuni dicono che sia morto per il dolore, altri che sia partito per mare.

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Salsedine

A volte quando mi sveglio, prima che il sole sorga, mi sento come come se fossi l’unica persona al mondo.
Poi noto che il mio viso è umido e mi chiedo se sia perché ho nuotato di nuovo con te nei miei sogni.

Mi ricordo di noi nelle notti d’estate sotto le stelle e il calore della tua pelle nella notte fredda. Mi ricordo la fosforescenza dei nostri corpi e di come abbiamo nuotato insieme, la salsedine del mare e le tue dita lungo la mia schiena. Luminosi come stelle nella notte.
Mi ricordo come avrei voluto che durasse per sempre.

Ora mi chiedo se la marea e le mie lacrime siano così diverse, dopo tutto.

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Segreto

Lascia che ti dica un segreto. 

Ero l’oceano un tempo. Allargavo le mie braccia da paese a paese e quando inclinavo la testa all’indietro, i miei capelli diventavano un milione di sirene addormentate. I Pesci nuotavano dentro di me, attraverso di me. Barche e pescatori galleggiavano dimenticati nelle loro tombe, ai miei piedi.

Ero l’oceano. Poi ho strisciato sulla Sabbia fin sulla Luna. Ora io sono il figlio della Luna, fatta di  sale marino e lische di pesce. Io sono l’oceano che ha deciso di strisciare via e ho coperto la mia pelle con polvere di cometa. Stringo crateri nei palmi delle mie mani come fiori già appassiti, le sirene che un tempo erano i miei capelli si sono svegliate e cantano ora. Chiamano la Luna, le chiedono di poter tornare al loro amato oceano. Ma la luna è silenziosa, si allontana con la sua faccia temporalesca.

Lascia che ti dica un segreto. Lo sussurrerò al tuo orecchio, come le nebbiose onde di mezzanotte.

Ero l’oceano. Il mio sangue era acqua blu e acqua verde, grigio quando le nuvole si facevano pesanti di pioggia. Ero fatto di sale. Ma ho strisciato sulla sabbia nel bel mezzo della notte lasciando il deserto dietro di me. Le sirene stanno morendo e lo spazio è troppo tranquillo e buio. I crateri fanno male come ferite incancrenite.

Sono diventato il Bambino Luna e ho cercato di riempire quei crateri con l’oceano.

Lascia che ti dica un segreto.

Il sale pungeva le mie ferite.

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