Momenti

Questi sono i momenti che ricorderò sempre:

camminare in un Cafè affollato, vederti seduto in un angolo, una tazza fumante sul tavolo e gli occhi al soffitto. Il saluto tremolante sulla mia lingua, sulle labbra morsicate, le dita dei piedi che si rattrappivano nelle scarpe. Sentire la tua voce per la prima volta, lo stomaco legato con un nodo di mani esperte;

stare a sedere sul letto, scuotendo i muri con le risate, le tue braccia che mi tengono stretta alle curve del tuo corpo. Guidare con i finestrini aperti e mano nella mano, il vento che dipinge farfalle sul mio collo;

non sapere niente di te ma voler accendere una candela e esplorare. Trovare i più bei mosaici sepolti sotto il calcestruzzo, tu che mi prendi la mano e segui le tue cicatrici con le mie dita. Sai che non le riaprirò, lo prometto.

Ricorderò l’ansia e la paura dell’ignoto. I sogni e i dubbi e le risposte che portano solo ad altre domande. Ricorderò i nervi tesi nei crampi e la schiena dolorante, il toccare le mie labbra a mezzanotte e trovarle sorridenti. L’eccitazione e la danza sopra i cuscini con le spazzole come microfono e il portare quella sensazione con me per tutto il giorno.

Ricorderò il giorno in cui mi hai salutata per la prima volta.
Il momento in cui il mondo ha dato vita alle stelle.

amore

Estate

Le nuvole si addensano in cielo, raggrumate dal caldo in disegni antropomorfi.
Mi guardi e odori di miele e sale, le tue labbra hanno il sapore amaro delle onde.
Ghirigori di salsedine sulla pelle, sassi bollenti contro la schiena;
ci incastriamo tra risate e gridi di gabbiani mentre il tabacco umido brucia nella pipa.
Senti il rumore delle onde.
Ci siamo inselvatichiti, la tua barba punge sulle mie gote dorate;
hai il colore bruno delle castagne. 
Solo il cielo interminabile sopra le nostre teste.
Nuotiamo alla luce del sole albeggiante, nella solitudine originaria
assaggiamo l’agrodolce della nostra pelle, odore salmastro di vita.
Fuggiaschi e viaggiatori, Crusoe e Stark.
Sogniamo qua, alla fine del mondo, tra le canne danzanti.
L’anima si disseta al silenzio assoluto del cielo stellato:
siamo il respiro del mondo.

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Sembriamo

Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient’altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.

Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango – io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall’onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno?

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Ora

Immagine

Soltanto…baciami nella pioggia.

Ora che credo di nuovo nell’amore.

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