Magari

ricordi quando
eravamo uccelli di Escher,
silenziosi
allungati
nel mare, nel cielo,
come aeroplani angolari,
o magari nuvole.

Quando sei sgattaiolato
nel letto
per intrecciarmi i capelli
come zucchero filato.

Quando ci siamo sfiorati
le dita
al rumore della strada
di notte,
querulo fruscio
di casa.

Quando ci sognavamo
ancora più vicino
di come dormivamo.

come gli elefanti di Dali,
imperturbabili
contro la terra
in blu e bronzo,
e rosso dulcamara,
rovesciati
contro la sabbia.

noi
infinito tratto
tirato, elastico,
alla deriva e ancora
oltre la pagina,
noi
chissà quando
finiremo.

6 risposte a "Magari"

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  1. “Quando ci sognavamo
    ancora più vicino
    di come dormivamo.”
    Non smetterò mai di lasciare un posto nella memoria della vita, per tutti i tuoi scritti. E sai quanto sono sincero con te Sara.🤭

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