Finché

come una pioggia estiva improvvisa,
il tuo tuono un’eco
nelle mie orecchie mentre i sussurri
trovavano posto tra le mie clavicole
riscaldati da un sole sfocato
e come un fulmine che balla nella sua luce
le tue mani
sulle mie
finché il cielo è diventato inchiostro

Attesa

sussurra
un sonno di attesa

nessuna ombra
non c’e’ tempo per una promessa vuota

le foglie si capovolgono
pesanti

il freddo arriva
incalzando una cucitura fragile

Come

racconta sempre la stessa storia
come
mutino e dondolino sulla linea
di un monologo allo specchio e la realtà.
come
i suoi occhi inalino
e tutti gli altri sensi espirino elevati
in spirali di fumo

e poi come
niente conti
peccati o gioia
o il mondo

il momento che tutti preferiscono
é inconsapevole
come
scuotere una palla di neve
e confondere la luce con l’amore

A volte

Qualcuno
spenga le luci e
bruci le lettere che non ho mai mandato
Prometto che non proverò niente
se prometti che non ti è mai importato

Il cielo si illumina in notti come questa
e puoi vedere tutto com’è realmente
per una frazione di secondo
Inizierai a ricordarti più
che tuoni e fulmini
e che a volte si è pieni di
Niente

E perché

non sarò mai la tua Poesia.
ma quello che posso fare
amore mio
è amare ogni momento
e posare la mia anima nuda sotto il cielo oscuro,
per scivolare nella luna.
lascerò che il nostro suono circondi le vite
e ricopra il mio cuore di polvere sottile
in un tocco segreto.

l’estate non oserà affacciarsi
nel nostro abbraccio.
saremo senza tempo
per passare attraverso i cieli su venti invisibili.

e perché non sono la tua Poesia
posso vedere profondamente nei tuoi occhi
e assistere a un milione di voci che cantano e cantano
mentre regni sono costruiti e distrutti e ricostruiti
e il mondo fa un giro sul suo asse.

non sarò mai la tua Poesia.
ma tu sei canzone
di vita.

Magari

ricordi quando
eravamo uccelli di Escher,
silenziosi
allungati
nel mare, nel cielo,
come aeroplani angolari,
o magari nuvole.

Quando sei sgattaiolato
nel letto
per intrecciarmi i capelli
come zucchero filato.

Quando ci siamo sfiorati
le dita
al rumore della strada
di notte,
querulo fruscio
di casa.

Quando ci sognavamo
ancora più vicino
di come dormivamo.

come gli elefanti di Dali,
imperturbabili
contro la terra
in blu e bronzo,
e rosso dulcamara,
rovesciati
contro la sabbia.

noi
infinito tratto
tirato, elastico,
alla deriva e ancora
oltre la pagina,
noi
chissà quando
finiremo.

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