Solo un Secondo

ci sono momenti in cui non tocco il terreno
le mie membra si scagliano in linee sfocate
di speranza
verso
una sconosciuta
vaporosa
ragnatela sospesa

una nebbia eterea
un firmamento senza peso
a trattenermi
su
lontano
da questo terreno limitato
le mie suole libere
dalla tangibilità
del cemento
dalla responsabilità del terriccio

se solo per un secondo
non scendessi

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Respiro

hai attraversato il fuoco delle estati
in ginocchio contro il grano
bruciando il colore dei tuoi capelli

hai viaggiato attraverso il fuoco
consumato, unito al calore
cosce come sbucciate

lamponi, punture salate
inalando profondamente la cenere della memoria
carbonizzando i polmoni per amore

e quando te ne sei andato
la stella gigante ti ha osservato
e voleva che scambiassi storie
ti ha riconosciuto
illuminando arcobaleni
sulle punte delle tue ciglia

hai trovato il mare
hai cantato per i tuoi ultimi giorni di ballo
un inno di sirena guizzante

nuotato dentro e fuori dai giorni
dal brume schiumoso
respirato l’acqua

per amore

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Gabbia

al ragazzo-gabbia

stai lasciando
che le tue inibizioni arrugginite ti blocchino
e
se non ti fossi legato quella frase
“Non me lo merito”
al collo
e
tirato quei nodi stretti come un guinzaglio
ogni volta che volevi qualcosa
?

avresti l’intera galassia
nei palmi a coppa delle tue mani

te lo meriti
ragazzo-gabbia

 

 

Oro

Le chiese se lo avesse amato

Guardò quel ragazzo color oro
dal sorriso di calabrone e le vene tristi

Come bollicine di champagne perse verso le stelle
solo un milione di parole non erano state dette

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Miele

poni un pallido sussurro
sul lato
della mia spalla

impronta di bocca
segreta
sulla manica intrecciata
che sa di sale

appiccicosa
di miele
la nostra ora del tè
al crepuscolo

tazze riempite fino all’orlo
di promesse
arruffate

lucentezza sfolgorante sulla mia pelle
in un ritaglio di buio

fosforescenti
macchioline
si librano oltre

la nostra pelle
un pulviscolo
inafferrabile
e libero

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Tic Toc

un battito cardiaco
pulsa sul tetto
come vena cosmica
tic toc
sentiamo di essere vivi
gocce di cielo sulle ciglia
accordi sincopati sulle foglie
un diluvio di mormorii
solletica l’arsura

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