Solo gli sciocchi pensano a come nasce l’aria.

Spargo la sabbia sulle labbra dell’oceano.
Mi siedo su umidi, granulosi cliché
e nuvolosi déjà vu.

Ma supponiamo che l’aria avesse un suo respiro
Il suo bagaglio di ricordi confusi
Qualche cicatrice che forma strani disegni
Un anelito con cui non si arrende

Un giorno
forse,

I vicoli ciechi
apriranno altre porte.

E se non fosse così sciocco, dopotutto?

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Timida

Ho versato una tazza di oceano
E aperto le mani
Cercando la realtà

Conchiglie vuote
Valve spezzate,
E un palmo pieno
Di sassolini

Credo
La verità
Sia timida

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