Quando le campane suonavano
Seguiva il silenzio in mare
Camminava nella sua profondità senza fiato
Non chiedeva nulla oltre la calma:
Senza rumore, la sabbia faceva il suo dovere
A ogni passo affondava di più
Nel letto dei pescatori.

Quando la nebbia ruotava
La prendeva sulle sue spalle
La pelle scoperta
Nuda sul fondo dell’oceano;
Colpiva il fondo senza via d’uscita
Solo per scoprire poco a poco
Che non c’era niente da rubare.

– La consegna sarà facile, disse
Mentre lui scivolava via
Verso la luna

Su un respiro di parole preso in prestito
Compose una nota, crogiolandosi sottilmente
Nella casualità della mattina
Non esisteva il nocciolo della questione:
Nessuna considerazione, sensazione
Il dubbio affondato nel pavimento
E nelle fondamenta, messo a riposo.

Quando tutto fu finito
Invariabilmente, presentava
Una buccia scoperta
E un nucleo cavo;
Lei sorrise tristemente
In fondo, ma credendo
Nella bellezza che nasceva da quel dolore.

– Il peccato sembra facile, disse lui
Non navigando, ma scivolando
Su quella pendenza verso la luna

Sulla via del ritorno
La setacciatura gli sembrò più facile:
Le stelle si erano fatte conoscere
Brillando al contatto
Ambite monete nel buio.
Lei allungò le mani
Socchiuse la bocca e cantò per loro.

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