Dall’alto dei miei 43 giorni da madre, mi sono resa conto che ci sono cose che non si possono dire a una neomamma. E che ovviamente sono quelle che ti chiedono tutti almeno venti volte al giorno. Parto con l’elenco:

  • Che fa la notte, dorme? Certo, la sera si imposta la sveglia per la mattina perché altrimenti non si alzerebbe. Ma che domande sono? È ovvio che non dorma! Non è ancora biologicamente pronto ad affrontare una notte intera, su!
  • Lo allatti tu? No, l’ho mandato a balia sui colli fiorentini, così mi cresce sano all’aria buona. Secondo te chi lo deve allattare se non io che sua madre??? Se poi intendi se lo allatto al seno o col biberon, beh, sono anche un po’ fatti miei.
  • (Conseguente) Hai il latte buono? Non l’ho assaggiato, fonti certe dicono che ai bambini il latte piaccia, prova a chiederglielo un po’! 
  • Fa il bravo? E che deve fare, progettare di conquistare il mondo? Fa quello che fanno i neonati: piange, dorme, mangia, evacua e ogni tanto sorride a tutte gengive. Fine.
  • Perché non ti riposi? Dormi quando dorme lui! Allora, chiariamoci. Il mio compagno è fantastico, aiuta molto, ma fortunatamente lavora. Perciò quando il pupo dorme io ho giusto il tempo necessario a pulire casa, mettere in ordine, preparare i biberon, fare lavatrici, lavare i piatti e forse farmi una doccia. E poi i pisolini veri, quelli lunghi, se li fa o in collo o mentre passeggiamo sulle buche dei marciapiedi. Perciò capisci anche tu, no?
  • Piange? No, no, lui già declama la Divina Commedia a memoria. Secondo te piangerà??? Ha 40 giorni cosa deve fare, venire da me e dirmi Madre potrebbe gentilmente cambiarmi il pannolino, chè mi par d’essere umidiccio e la cosa non mi aggrada? Dico. 
  • (Oppure) Perché piange? Ha appena saputo che sta tornando di moda il telefono fisso e si è commosso perché gli piace il vintage.
  • Cresce? L’hai visto settimana scorsa ed era la metà, che dici? 
  • Maschio o femmina? Se l’ho vestito tutto blu e ha un bavaglio con scritto Mattia, o sono scema io, o vuole fare il transgender, oppure è un maschio.
  • (Conseguente) Ma dai, è così bello che dev’essere una femmina! Nnnnno credimi sono sicura, è un maschio. Non gli tolgo il pannolino perché è febbraio e prende freddo.
  • Vedrai che a tre mesi le coliche gli passano! Chiariamoci. Tre mesi con un povero bimbo urlante dal dolore sono eterni. Sia per noi genitori che per lui. Quindi zitti tutti per favore e incrociate le dita che il Colimil funzioni.
  • Piange, ha sicuramente fame/sete/mal di pancia/dovrà essere cambiato. Tutti che capiscono al volo i bisogni di mio figlio, tranne me che lo cambio, lo lavo, lo nutro e lo cullo. E lui è lì che piange. A volte non c’è spiegazione, piangono e basta. Te ne fai una ragione, gli ripeti che passa tutto e aspetti che smetta.
  • L’hai cercato? Sì, allora, è andata così: il mio compagno ha organizzato una caccia al tesoro, io ho trovato tutti gli indizi, risolto gli enigmi e alla fine l’ho trovato in un parco dietro a un cespuglio. 
  • (Quelle rare volte in cui esco senza scorta) E il bambino l’hai lasciato solo? Eh sì, è in autogestione. Ha detto che forse invita degli amici e portano l’erba. Ma secondo te lo lascio solo??? Ha babbo, nonni e bisnonna a controllare che respiri mentre dorme, più di così?
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