Dato che qui da noi non sembra più di state affrontando l’inverno siberiano, con tanto di vento a millemila chilometri orari, io e MiniMe sono due giorni che mettiamo la cappottina alla carrozzina e usciamo a goderci un po’ di sole. E a fare shopping. Non so se è dovuto alle pillole che ho preso per far calare la prolattina, tra i cui effetti collaterali cito:

“gioco d’azzardo patologico, disturbi psicotici, aumento dell’inclinazione a spendere denaro”

ma è una settimana che ho l’insana pulsione a buttare i miei risparmi in vestitini per la creatura e cavolate astronomiche per me. 

Comunque, a parte questo, vorrei far presente una cosa a Nardella: le strade e i marciapiedi di Firenze fanno schifo. Faccia qualcosa, grazie.

In un tragitto di due chilometri, che ho fatto in quaranta minuti, ho trovato:

  • marciapiedi senza discesa/salita
  • buche, tantissime buche 
  • pali della luce tutti bellini in fila in mezzo al marciapiede
  • strisce pedonali inesistenti 
  • strade divelte dalle radici dei pini
  • scalinate con salita/discesa per carrozzine solo da una parte, quindi arrivati in fondo la carrozzina te la devi mettere in groppa e farla scendere a mano per tutte le scale 
  • cacche ovunque 
  • semafori per pedoni eterni, nell’attesa MiniMe ha imparato a parlare 

Alla fine l’opzione più sicura è mettersi con carrozzina e pupo in mezzo alla strada insieme alle macchine e fare brum brum con la bocca per mimetizzarsi. 

Che poi uno che deambula tranquillamente senza attrezzi da portarsi dietro non ci fa mai caso a queste cose, possono dare un po’ fastidio sì, ma passa oltre. Invece quando ti ritrovi a dover andare in giro con le ruote allora sì. E io ho braccia e gambe funzionanti e un peg-perego di 51cm di larghezza, pensa a chi si deve muovere tutti i giorni con una sedia a rotelle che lotte deve affrontare. Ci credo che mia nonna, che adesso ha un’età rispettabilmente elevata e le ginocchia malandate, preferisce stare a casa a guardare “i pacchi”, piuttosto che uscire e rischiare di rompersi una tibia. 

Ho già scritto una mail al comune in stile mammaincazzata, chissà se la apriranno. Abbiamo una città così bella, dovrebbe essere vivibile da tutti, non far passare la voglia di mettere piede fuori casa.

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