Ristorante sempre aperto

In queste settimane di mammitudine ho imparato una cosa: gravidanza e parto non sono niente, la parte più difficile della maternità è l’allattamento (per me).

Si fa presto ai corsi preparto a parlare di attacco giusto, prese standard, a rugby, a pochette, sottosopra, di mastiti, ragadi e ingorghi, e lì per lì pensi “sì vabè, non succederà mai”. E invece succede. 

Tu immagini te e il tuo pupo serenamente attaccati, con le sue manine paffutelle pacifiche sul tuo seno, in un idillio di ciucciate e pisolini.

E invece nella realtà ti tocca combattere con un aquilotto stridulo che piange perché vuole mangiare, ma è così arrabbiato che non si attacca alla tetta e quindi si incazza ancora di più e di conseguenza non si attacca e via andare. Poi quando alla fine riesci a infilargli la poppa in bocca con una manovra di torcimento estrema, ecco che si mette a ciucciare con la voracità di un cucciolo di iena e i tuoi capezzoli escono sconfitti dal confronto.

E ti vengono le ragadi. E tiri in ballo i santi ogni volta che deve mangiare, perché hai voglia a mettere creme e copricapezzoli d’argento che manco Robocop, il seno rimane un campo di battaglia. Anche perché per ora tu mamma che allatti a richiesta hai la funzione di latteria su gambe, quindi il pupo potrà chiedere la poppa anche tre volte in due ore e dovrai dargliela per evitare che pianga fino a svitarsi le mascelle.

Lo attacchi e dopo 30 secondi di dolore passa tutto e il fagottino se ne sta lì a ciucciare beato. A un solo seno però, perché l’altro inevitabilmente sarà il meno preferito e quindi si dimenerà come un’anguilla quando proverai a offrirglielo. Sopratutto di notte. La notte sarà il momento della giornata preferito per piangere e fare pipì infinite che puntualmente fuoriescono dal pannolino e bagnano letto, mamma e babbo. Un po’ anche il gatto quando si avvicina troppo.

Ho infilato parecchi riferimenti al mondo animale, forse perché vedo Mattia come un cucciolo di uomo?

Amore mio. Il mio regalo inaspettato.

Fare la mamma è meravigliosamente dura.

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2 risposte a "Ristorante sempre aperto"

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  1. e sì. E’ un gran bel bambino. Sopporta, latteria deambulante, perché poi sarà anche peggio. le pappine, che sputerà a mò di fontana, le coccole che vuole sempre, ecc.

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