Situazione umida, molto umida, zuppa proprio. Con l’Arno che fino a due giorni fa buttava giù i ponti in onore del cinquantesimo dall’alluvione, non è così rilassante sentire il rumore della pioggia sui tetti. E poi io dovrei uscire per comprare del cibo che possa soddisfare anche Chico, che non può campare di crakers integrali e tacchino arrosto come faccio io. Ma il diluvio mi mette sinceramente nel mood da pomeriggio sul letto a leggere imbacuccata nella vestaglina di pail a pois rosa, magari con una tisana alla cannella per omaggiare il sempre più imminente arrivo del Natale.
Ebbene sì, sono una di quelle persone che il Natale lo venera e si prepara ad accoglierlo appena si accorge che è arrivato novembre. Sono una di quelle che compra ogni anno delle palline nuove da appendere all’albero e inizia a pensare ai regali tre mesi prima per non trovarsi all’ultimo con poca scelta. Stilo almeno tre diversi menù per il pranzo e compilo liste delle cose da fare entro il 20 dicembre, in modo da arrivare rilassata al 25.
In effetti quest’anno ci sto pensando un po’ meno, perchè appena dico “mancano tot giorni a Natale!” non posso fare a meno che accodarci “e ne mancano altri tot alla nascita di MiniMe!” e così mi distraggo. Inoltre più che la lista di regali sono impegnatissima a compilare la lista nascita e ogni giorno telefono a quella santa donna del negozio dove l’abbiamo depositata per aggiornarla e aggiungere roba che tanto nessuno mi regalerà, ma non si sa mai.
Che poi ho scoperto che sono in ampio ritardo per fare una lista, dato che quando la commessa mi ha chiesto a che mese sono e io le ho orgogliosa che ho scavalcato l’ottavo, mi ha guardato con due occhi come piattelli dicendomi che spera che non partorisca prima del tempo perchè per la carrozzina ci vogliono almeno 45 giorni. Manco dovessero intagliarmela nell’alabastro.
Tant’è, ormai ho preso il via con gli acquisti. E per fortuna mi hanno bloccato la carta (l’hanno clonata e si sono divertiti a spendere una cifra poco decorosa in vestiti) altrimenti avrei già dimezzato l’eredità in tutine. L’unica cosa è che spero mi arrivi presto quella nuova così posso comprare la culla da mettere accanto al letto. Sì perchè non proprio intenzione di tenere un delicato aggeggio di 50 cm tra le molto più abbondanti masse di me e Chico. Già ci facciamo le fisime quando il gatto viene a dormire in mezzo a noi, che quello male male gli schiacci la coda ti pianta tutte le unghie nel gluteo e se ne va a dormire da un’altra parte, figurati come sarebbe con un piccolo uomo. Roba da stare io su un bordo e lui dall’altro del letto, con MiniMe a spasso libero sotto al piumone. No no. E in carrozzina non ce lo tengo, l’idea di dovermi alzare continuamente e uscire dal caldo delle coperte non mi entusiasma, faccio fatica ora che succede un paio di volte a notte, pensa dopo. Fra l’altro, l’ostetrica del corso preparto ha fatto terrorismo l’altro giorno chiedendoci ogni quanto pensiamo debbano mangiare i neonati e facendosi una grassa risata quando qualcuna ha risposto ogni tre ore. Ah ah.
“Se vi va bene capiterà ogni ora e mezzo al massimo, e li dovrete tenere con voi almeno mezzora” era la risposta giusta.
In pratica faccio prima a legarmelo intorno al seno e lasciarlo fare come desidera.
Intanto non ci penso e preparo il caffè, staremo a vedere.

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