Rotolando verso gennaio

Sono all’ingrasso come una povera denutrita. Anche se mi sento una foca monaca spiaggiata.
Hanno tutti paura che MiniMe venga fuori della dimensione di un chihuahua, ma voglio rassicurare quelli che mi dicono che ho la pancia piccola una volta per tutte: è già lungo 42cm e pesa 1.8kg, perciò siamo perfettamente nei parametri e potete smetterla di spargere ansia.
Sì, ok, è un po’ magrolino, ma è evidentemente figlio di sua madre. Che fra l’altro ringrazia perchè almeno non dovrà mettere al mondo un cinghialotto di 4kg.
Tra una visita e l’altra, intanto, ho regalato una macchina fotografica a Chico, che in due giorni ha immortalato il gatto un centinaio di volte ed è uscito cinque minuti fa per andare a comprare la carta adatta a stampare. Lui il nido lo fa così.

 

MiniMe in espansione, io sempre più tonda e Chico che ha le mani enormissime

 

Parenti

Ieri sera Chico e io stavamo sbracati sul divano belli tranquilli, pacifici. A un certo punto mi guarda e mi fa:
“Te l’ho detto che domani vengono i miei?”
Io lo guardo e probabilmente la mia faccia assume le sembianze delle fette biscottate della coopseitu.


Il fatto è che i suoi non sono esattamente le persone più angeliche del mondo. Suo babbo magari si salva, sta quasi sempre zitto a farsi i cavoli suoi quindi se apre la bocca e dice una fandonia lo perdoni anche, ma sua nonna se la batte con Crudelia Demon, tanto per intenderci.
No, non è una “signora di altri tempi” con la vena dura da contadina, è proprio…non mi viene un sinonimo di stronza. Della serie che è un miracolo che Chico e le sue sorelle non siano venuti su dei criminali, perché a me basta stare con lei cinque minuti che mi viene l’istinto omicida.
L’ultima novità, tanto per fare un esempio, è che dopo un battibecco ha bandito una delle nipoti da casa sua e ha appeso un cartello alla porta con scritto “vietato l’ingresso alle puttane”. Riferendosi ovviamente a mia cognata, che è fidanzata e convive da anni con lo stesso uomo.

Speriamo di sopravvivere.

‘giorno

Situazione umida, molto umida, zuppa proprio. Con l’Arno che fino a due giorni fa buttava giù i ponti in onore del cinquantesimo dall’alluvione, non è così rilassante sentire il rumore della pioggia sui tetti. E poi io dovrei uscire per comprare del cibo che possa soddisfare anche Chico, che non può campare di crakers integrali e tacchino arrosto come faccio io. Ma il diluvio mi mette sinceramente nel mood da pomeriggio sul letto a leggere imbacuccata nella vestaglina di pail a pois rosa, magari con una tisana alla cannella per omaggiare il sempre più imminente arrivo del Natale.
Ebbene sì, sono una di quelle persone che il Natale lo venera e si prepara ad accoglierlo appena si accorge che è arrivato novembre. Sono una di quelle che compra ogni anno delle palline nuove da appendere all’albero e inizia a pensare ai regali tre mesi prima per non trovarsi all’ultimo con poca scelta. Stilo almeno tre diversi menù per il pranzo e compilo liste delle cose da fare entro il 20 dicembre, in modo da arrivare rilassata al 25.
In effetti quest’anno ci sto pensando un po’ meno, perchè appena dico “mancano tot giorni a Natale!” non posso fare a meno che accodarci “e ne mancano altri tot alla nascita di MiniMe!” e così mi distraggo. Inoltre più che la lista di regali sono impegnatissima a compilare la lista nascita e ogni giorno telefono a quella santa donna del negozio dove l’abbiamo depositata per aggiornarla e aggiungere roba che tanto nessuno mi regalerà, ma non si sa mai.
Che poi ho scoperto che sono in ampio ritardo per fare una lista, dato che quando la commessa mi ha chiesto a che mese sono e io le ho orgogliosa che ho scavalcato l’ottavo, mi ha guardato con due occhi come piattelli dicendomi che spera che non partorisca prima del tempo perchè per la carrozzina ci vogliono almeno 45 giorni. Manco dovessero intagliarmela nell’alabastro.
Tant’è, ormai ho preso il via con gli acquisti. E per fortuna mi hanno bloccato la carta (l’hanno clonata e si sono divertiti a spendere una cifra poco decorosa in vestiti) altrimenti avrei già dimezzato l’eredità in tutine. L’unica cosa è che spero mi arrivi presto quella nuova così posso comprare la culla da mettere accanto al letto. Sì perchè non proprio intenzione di tenere un delicato aggeggio di 50 cm tra le molto più abbondanti masse di me e Chico. Già ci facciamo le fisime quando il gatto viene a dormire in mezzo a noi, che quello male male gli schiacci la coda ti pianta tutte le unghie nel gluteo e se ne va a dormire da un’altra parte, figurati come sarebbe con un piccolo uomo. Roba da stare io su un bordo e lui dall’altro del letto, con MiniMe a spasso libero sotto al piumone. No no. E in carrozzina non ce lo tengo, l’idea di dovermi alzare continuamente e uscire dal caldo delle coperte non mi entusiasma, faccio fatica ora che succede un paio di volte a notte, pensa dopo. Fra l’altro, l’ostetrica del corso preparto ha fatto terrorismo l’altro giorno chiedendoci ogni quanto pensiamo debbano mangiare i neonati e facendosi una grassa risata quando qualcuna ha risposto ogni tre ore. Ah ah.
“Se vi va bene capiterà ogni ora e mezzo al massimo, e li dovrete tenere con voi almeno mezzora” era la risposta giusta.
In pratica faccio prima a legarmelo intorno al seno e lasciarlo fare come desidera.
Intanto non ci penso e preparo il caffè, staremo a vedere.

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-9

Ho capito perchè stamani sia io e che MiniMe ci siamo svegliati agitati: Trump ha vinto le elezioni e la fine del mondo è vicina. Sì dev’essere per questo. Bimbo mio, speriamo che la terra si ribelli e inghiotta le teste a pinolo.
Comunque sia, eccomi qua a -9 settimane (sulla carta, perchè sinceramente gradirei che si decidesse almeno una quindicina di giorni prima). La panza è spuntata tutta insieme un mesetto fa e a me sembra di aver mangiato una palla medica indemoniata, tipo il bolide di Harry Potter insomma.

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bolide in ferro, uno studio ha affermato che l’utero all’ottavo mese è uguale uguale

Fino a settimana scorsa dicevo tra me e me “Ma guarda te, tutte a dirmi che la gravidanza è pesante e invece io potrei sopportare altri nove mesi”, mentre ora un cavolo. No, spicciati ad affacciarti al mondo perchè non so come farò a resistere senza diventare isterica.

Le ultime settimane di gravidanza sono un mondo a parte.
Mangi uno yogurt e ti viene il fiatone per lo sforzo di digerirlo.
Che tu beva tre litri d’acqua o un solo bicchiere, devi sempre avere un bagno a portata di mano, dato che le testate ben assestate sono improvvise e a te tocca correre reggendoti la pancia.
Non dormi più, perchè la Natura ti dà una mano a prepararti per i futuri continui risvegli che affronterai dopo la nascita della creatura. Invece che farti dormire beata questi ultimi  giorni in cui non c’è nessuno che vorrà mangiare ogni due ore. Grazie. Inoltre mettiamoci anche il fatto che tu e MiniMe sicuramente non avete nè gli stessi orari nè le stesse preferenze in fatto di posizione, quindi quando vorresti dormire lui balla il tango e se ti vuoi stendere sul fianco sinistro lui ti prenderà a calci finchè non ti metterai su quello destro.
Ti sembra di soffrire di disturbo da deficit di attenzione/iperattività, perchè cominci a fare mille cose e non ne porti a termine mezza. Carichi la lavatrice e non la fai partire, metti l’acqua per la pasta e non accendi il fuoco, ti dai appuntamento con gli amici e non ti presenti. Cose così. Per me che dovrei preparare un paio di esami per febbraio, poi, è un disastro, procedo dieci pagine al giorno dandomi la carica motivazionale.
Ti vengono improvvisi attacchi di sciatica e ti tocca stare seduta come L, solo che a te le capacità intellettive non si sviluppano del 40% grazie a quella posizione.

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L, detective superintelligente che risolve i casi stando accucciato e ciucciandosi il dito, da vero uomo duro

Soffri di sindrome del nido e pulisci ogni centimetro di casa, prepari conserve, lavi i vestiti due volte aggiungendo il disinfettante, compri cose inutili per “fare arredamento” e passi le ore sui siti di aggeggi per bambini. Nella forma più grave inizi a preparare la borsa per l’ospedale con due mesi di anticipo, sterilizzando e catalogando ogni cambio/pigiama/cremina/pannolino.
Vorresti campare a aria e cioccolata e/o pizza, ma non puoi.
Alle nove di sera crolli addormentata, anche se stai cenando e finisci con la faccia nel minestrone.
Inizi a porti le “cinque W”: Who, What, When, Where, Why. Ovvero: dovrò davvero farlo uscire io? Che cosa succederà? Quando sarà il momento saprò affrontarlo? Dove lo faccio nascere ‘sto figliolo, che qua tra i lavori e il traffico ci sta che rimanga imbottigliata e lo sforni in macchina? Perchè a me (questo solo al momento del parto)?

Insomma, sono settimane impegnative, l’ultimo sprint che ti deve trasformare da Marshmallow Man a Mamma.
Va bene, posso farcela 🙂

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io, MiniMe e il chiama angeli a forma di boccino perchè il bimbo deve diventare un potterhead come la mamma

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