Petricore

le stagioni danzano sui palmi delle mie mani

l’odore della pioggia fresca gocciola dalle foglie
strotola lentamente i petali pieni d’acqua
un oceano d’aria sfiora i miei occhi
i campi di fragole frusciano delicatamente in profumo di frullati
un cigno gentile chiama nella pigra mattina
piccoli pezzi di nuvola spolverano e cadono sulle guance
cori echeggiano dalle chiese come serenate per labbra papavero

se l’autunno fosse una donna le direi quanto è intelligente ad aver  scelto l’arancione e il rosso per le sue foglie, a versare la nebbia come polvere nelle città sonnolente
se l’autunno fosse un uomo gli direi quanto è bello quando la rugiada ingioiella l’erba e il bagliore delle zucche illumina le ragnatele fluttuanti

è come un purgatorio, un passaggio da un rosso ad un altro
callistemon in estate, poinsezia in inverno

il tintinnio della pioggia contro la finestra non è mai stato più bello

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5 risposte a "Petricore"

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