Tre cuori e una bettola con potenzialità

Dato che la famiglia si sta allargando esponenzialmente ogni mese che passa (riassunto in stile fiera dell’Est: io e Chico; io, Chico e un criceto; io, Chico, un criceto e un gatto; io, Chico, un criceto, un gatto e MiniMe in corso d’opera), noi fidanzatini dobbiamo abbandonare il nostro nido d’amore di 35mq compreso balcone per uno che abbia almeno tre stanze.
La fortuna ha voluto che il giovanotto in affitto nella casa del dirimpettaio di Padre e Madre abbia deciso di andarsene quando i due coinquilini sono scappati prima di pagare l’affitto, lasciandolo solo in compagnia di un bonifico. Dopo due mesi di trattative con il proprietario, affetto secondo il mio modesto parere da sindrome premestruale grave, siamo riusciti a farci dare le chiavi e a entrare nella casa di Nonna Abelarda.

NonnaAbelarda_UP-750x400
Sapevo benissimo che lì ci abitava in origine una signora cresciuta nell’Ottocento, ma sono rimasta ugualmente un pochettino scioccata nel vedere l’arredamento.
La cucina, diciamoci la verità con schiettezza, fa schifo. Roba che il mio Dolceforno è più efficiente. Per non parlare dell’odore inconcepibile che proviene dal frigorifero e che ti crea trip allucinatori peggio dell’lsd.
In salotto tre poltrone in velluto verde e un divano giallo, sempre in velluto ma a coste, che fa ancora più nido di germi. Questi circondati da ben tre scrivanie a ribaltino che non si aprono, due armadietti perfetti per nascondere i liquori e un gigarmadio quattro stagioni che sta esalando il suo ultimo respiro. Ah, senza dimenticare una lampada a forma di palma placcata in nero lucido con le foglie dorate.
Il bagno si salva abbastanza, però la doccia si tiene in piedi solo grazie alla muffa.
Per la camera hanno chiesto le forniture all’arredatore di Versaille, che probabilmente gli ha mandato gli scarti di fabbrica, e sul letto campeggia un bel dipintone della Madonna col Bambino che ti guardano giudicandoti. Di che ti giudicano poi, boh.
Insomma, è una settimana che mi sembra di giocare a The Sims, dove compri le case e poi le ricostruisci totalmente perchè ti fanno pena. Padre poi è stato preso da raptus germicida e sta dando il 100 gradi su ogni superficie mobile e immobile, mentre Madre sta cercando una ditta di demolizioni abbastanza economica e mi ripete ogni giorno “No, ma vedi che ha delle potenzialità.”
Intanto io e Chico abbiamo fatto un giretto all’Ikea e il preventivo è circa sui millemila euro. Dovrò rinunciare ai sottobicchieri.

Piagnitudine

Siccome sono affetta dalla sindrome della Noia Mortale, visto che la mia pressione media di 90/55 non mi permette di uscire ai 40° del mondo esterno se non dalle 6.30 alle 7.00, mi sono messa allegramente a perdere tempo in attività inutili  (sì, ho persino cercato il sinonimo di “cazzeggiare” sull’enciclopedia Treccani).
Tipo che per un’ora ho spippolato su facebook nella speranza che da un momento all’altro spuntasse la notifica “Metti anche tu la foto profilo con la bandiera della Pace Mondiale, è stata raggiunta proprio pochi istanti fa!”.
Il nulla cosmico.
Solo la effebiancasusfondoblu che mi ricorda che esattamente tre anni fa me ne stavo bella e fresca di laurea al mare ad abbronzarmi. Grazie, davvero.
Ho scorso: foto di gente in vacanza ai Caraibi.
Ho scorso: foto di due che si baciano e che non si lasceranno maimaimai lo giuro.
Ho scorso: crea il tuo sito per la vendita di pistacchi con noi!
Ho scorso: video di gattini.
Ok, i gattini li guardo, tanto per ricordarmi come era il mio Bagheera prima di diventare una tigre incazzata e schizofrenica. Sì, non c’è verso, quel gatto ha un disturbo della personalità multipla. Per esempio: verso le cinque di mattina si viene a strusciare e ad accroccolare su di me e io penso “guarda che tesorino”, ma dopo cinque minuti di fusa da campione ecco che inizia a mordermi sotto le ascelle, le dita, il collo, appiattisce le orecchie e fa versi da indemoniato. Al che lo afferro con una presa da domatrice di draghi e lo lancio verso Chico. Si abbracciano, quello più peloso dei due mi strizza gli occhi e dormono beati. Forse devo migliorare le mie doti di femmina alpha.
Comunque, tornando ai gattini, ho scoperto un nuovo sintomo del mio essere genitrice in progress: la piagnitudine. Cioè, c’erano questi micetti piccoli piccoli e la loro mamma che si miagolavano tutti contenti in un discorso che dura ben 3 minuti e io, oltre a guardamelo tutto nonostante fosse palese che scorresse solo in un miao miao incomprensibile, ci ho pure pianto.
IO, che di norma piango solo sul finale di Notre Dame de Paris quando Quasimodo canta “Balla Mia Esmeralda” mentre Chico mi guarda scioccato.
Mentre ero lì che frignavo scorrendo i video di altri animali ameni, Bagheera è arrivato, si è messo a sedere sulle mie gambe e ha iniziato a fare il pane. E giù ancora peggio. Poi evidentemente rendendosi conto che ero piuttosto scossa, mi ha tirato un bel morso a timbratrice sulla coscia. Mi sono ripresa in un nanosecondo.
E ho chiuso facebook.

ef8e90e942adf4add6fc1cc0d90530a5

Sotto l’ombelico

Allora, credo sia passato abbastanza tempo e di essermi resa conto che c’è un esserino  che cresce sotto il mio ombelico. Sì mi ci è voluto un pochettino. A parte che non me lo aspettavo proprio, il fatto è che la mia gravidanza è praticamente un’esperienza idilliaca.

Niente nausea
Niente vomito
Nessun tipo di problema col cibo (a parte il caffè, mio adorato abbandonato)
Solo un chilo in più in quattro mesi e mezzo quindi sono ancora agile e (più o meno) scattante

Insomma, a parte il caldo atroce anche con 20 gradi e le tette che se potessi le poggerei sul comodino per riprenderle dopo il parto, tutto bellissimo. E questo, ho notato, crea una certa invidia tra diverse madri che furono è future mamme.

“Ma proprio proprio niente nausea?”
“Eh no.”
“Ma nemmeno un pochettino appena la mattina?”
“Zero!”
“E io che ho rimesso l’anima fino al quinto mese…ma sei sicura neanche un piccolo vomitino? Almeno la scialorrea no??”

Poi ci sono quelle svampite in ansia per la data di scadenza.

“E insomma quando finisce il tempo?”
“Mi hanno ridatata al 16 gennaio.”
“Come ti hanno ridatata? Non sai quando hai concepito? Quando è stato l’ultimo ciclo?”
“Per me era stato il 18 maggio, ma le dolci ostetriche mi hanno detto di prendere l’11 aprile come data.”
“Ah. E come è possibile?”
“Ciccia lo sai che sono millemila anni che prendo la pillola, c’è stato un errore di valutazione.”
“Ah. Ma scusa se è stato l’11 aprile non dovrebbe essere l’11  gennaio?”
“Ciao.”

E insomma, me la sto vivendo bene tra un episodio di narcolessia e l’altro. A parte le ansie da ipocondriaca che mi hanno sempre contraddistinta. Tipo che se alle 11 non mi viene fame come al solito già penso che sto denutrendo MiniMe o, se mi accorgo di bere meno, che la sua piscinetta di liquido amniotico si stia svuotando. In più giusto ieri la ginecologa mi visita e fa:
“Uuuuuuh guarda qua quanto è retroverso questo uterooooo!”
Quindi altra para.

Poi c’è mia cugina che da quando l’ha saputo è in fibrillazione, memore della sua gravidanza, e mi fa sentire una fancazzista.

“Ce l’hai un quadernone dove mettere i fogli?”
“No, ho una cartelli…”
“Ci vuole un quadernone! Con la tasca! E con l’università che fai, sospendi?”
“Mah, pensavo veramente di fare il primo semest…”
“SARA! Non hai idea di cosa succederà dopo novembre, ti sentirai una balena spiaggiata! Come fai??? Ma senti la prossima ecografia quando la fai?”
“Il 5 settembre.”
“E ASPETTI COSÌ TANTOOOO???”

Comunque la più bella è mia nonna, che con MiniMe che si accoda al branco di nipoti diventa bis per la seconda volta. Stamani mi chiama:

“Allora Sa, si vede il pancino a nonna?”
“Eh sì dai, qualche bozzo appena, ma c’è. Pensa che stamattina…”
“Oh brava, ora vado in spiaggia che le mie amiche mi chiamano, ciao amore ciao ciao.”

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑