Mi sono sempre piaciuti gli astronauti. C’è uno strano romanticismo in quelli che trovano il mondo così banale tanto da doverselo lasciare alle spalle (noioso, mondano, appunto). Hanno bisogno di qualcosa in più. Hanno bisogno dell’universo. Hanno bisogno di tutto ciò che è mai stato e mai sarà.
Da bambina volevo diventare astronauta, lasciarmi il mio piccolo mondo dietro.  Però soffro di vertigini ed era un bel problema. Così giocavo a moglie e marito, e mio marito era astronauta; vivevamo in una piccola casetta con un piccolo giardino, ma ovviamente doveva salutarmi e decollare.
Sono cresciuta, anche il mio piccolo mondo è cresciuto, e mi sono resa conto che c’è roba più che sufficiente da esplorare e scoprire su questo pianeta.
La maggior parte delle notti, mi siedo in giardino e guardo il cielo notturno. Guardo le stelle e so che il mio marito immaginario è lì, vola in mezzo a loro e mi auguro che si stia divertendo.
Questo mondo non è affatto banale.

60687d8c50cf58cf705705563190c7ce

Annunci