Così

Certo che era umido, lo era sempre, da quando il più anziano degli anziani aveva memoria.
Nessuno ricordava quando la pioggia aveva iniziato a cadere, nessuno poteva prevedere quando sarebbe terminata. Le gocce si raccoglievano nei secchi, nelle grondaie, nelle buche della strada.
Avevamo imparato a conviverci, come aveva fatto ogni uomo, donna e bambino per anni e anni. Se non ci fosse stato il fango, sarebbe potuto essere quasi sopportabile.

Io, però, ne avevo abbastanza. Si sentivano soltanto storie di sole e luce e raggi che scaldano la pelle. Storie raccontate a tarda notte da mia nonna, o riraccontate da mio fratello con l’aggiunta di aneddoti gloriosi.

Non c’era niente che volessi di più che vedere il sole coi miei occhi. Mi consumavo nell’idea di vedere qualcosa di diverso da un triste grigio, di sentire addosso a me solo l’aria e nient’altro.

Mio fratello aveva un piano per trovarlo, il sole, ci lavorava da mesi e inizialmente il piano non mi includeva, ma le cose cambiano. Mi disse che la sua idea era fantastica e c’era una luce nei suoi occhi che neanche la pioggia poteva offuscare.
Sapevamo entrambi cosa sarebbe successo.

Così, una mattina noiosa, abbiamo fatto le valigie, aperto gli ombrelli, e dato vita a un’avventura.

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18 risposte a "Così"

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  1. Questo racconto carinissimo mi ricorda tanto un libro che ho letto non tanto tempo fa, anzi, è una trilogia, su un pipistrello di nome Shade (Ombra), e le sue peripezie legate tra l’altro proprio al desiderio di vedere il sole.

      1. Giusto! Io sono una fervida sostenitrice delle letture in lingua originale (traduco per lavoro, ma non narrativa, non potrei farcela. Ci sono traduttori straordinari. Però…) 😀

      2. Eh sì, nella traduzione capita di perdere il senso o giochi di parole a volte anche fondamentali. Avrei voglia di leggere “Il Signore degli Anelli” in lingua originale ma mi sa che mi arrenderei a pagina 10!

      3. Pesantuccio, ma ho il dubbio che sia più pesante ancora in italiano… il fatto è che io sono mezza inglese, quindi agevolata, e questo mi rende a volte più difficile pensare a cosa possa essere più facile o difficile… 🙂 Mi piacerebbe leggere Dostoevskij in inglese, in italiano ho atto una fatica mostruosa, in realtà credo che sarà una delle cose da rimandare alla prossima vita.
        A proposito della saga di Silverwing, se vuoi ne avevo parlato qui: https://intempestivoviandante.wordpress.com/2015/09/15/silverwing-ali-dargento/ (spero che WordPress vedendo il link non mi faccia ripiombare nel pantano degli spam da cui sono appena – forse – faticosamente uscita) 🙂

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