le lune cambiano, con lo sbocciare della cicuta
non indietreggi mai, come la rugiada che si fonde sul tuo collo
nella quiete della notte, letto di cicale e grilli
nel tacere dei tuoi respiri tremanti d’estate

il sole, hai detto, è l’effigie dipinta
di stelle erranti a anni luce di distanza
ho scosso la testa dai tuoi sussurri e accolto la notte
i giorni non sono fatti per labbra sacre come le tue
pieni di negazioni come sono

ora che affondo i miei occhi nell’ombra
offusco il tuo nome con la liscivia
non c’è posto per comete di bronzo
o per il colore dello scarabeo

tutta l’aria
sa di fumo

fumo

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