Scarabeo

le lune cambiano, con lo sbocciare della cicuta
non indietreggi mai, come la rugiada che si fonde sul tuo collo
nella quiete della notte, letto di cicale e grilli
nel tacere dei tuoi respiri tremanti d’estate

il sole, hai detto, è l’effigie dipinta
di stelle erranti a anni luce di distanza
ho scosso la testa dai tuoi sussurri e accolto la notte
i giorni non sono fatti per labbra sacre come le tue
pieni di negazioni come sono

ora che affondo i miei occhi nell’ombra
offusco il tuo nome con la liscivia
non c’è posto per comete di bronzo
o per il colore dello scarabeo

tutta l’aria
sa di fumo

fumo

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Scrivimi

Sento l’odore della macchina da scrivere sotto la tua pelle
metallico, zoppicante, vibrante, macchiato
una nota esitante protesa oltre il bordo dell’universo nascosto nella tasca della tua giacca, un respiro a tempo con i battiti cardiaci.

Lungo tutta la parete pagine di quaderno, vecchie bustine di tè appese per troppo tempo; ti sfiorano vorticanti fiocchi verdi mentre siedi all’ombra rotonda del salice e guardi il gioco che è la mia vita prendere posto nel paesaggio.
Il palco crolla con un gemito.

Ti avvolgi la sciarpa attorno al collo, nascondi le cicatrici d’ombra bruciata mentre lo spettacolo va avanti,
ancora.

“There are three good things in this world. One is to read poetry, another is to write poetry, and the best of all is to live poetry.” Rupert Brooke
“There are three good things in this world. One is to read poetry, another is to write poetry, and the best of all is to live poetry.” Rupert Brooke

Zac

La donna vestiva di nero e i suoi occhi brillavano d’oro,
il volto velato come le sue intenzioni; un sorriso
nella sua mano destra, un pugnale nella sinistra.
Taglienti entrambi, uno stridore
come rumore di brezza marina attraverso l’aria del mattino.

L’oceano del suo cuore sanguinava,
onda dopo onda in una profondità indicibile.
La prima volta che la vide, si strusse
per i giorni vuoti del passato, sognò di canzoni mai sentite.
Parlò linguaggi dimenticati o mai imparati.
Si rese conto che il buio gioca brutti scherzi alla mente.

Parlava, la sua voce era un’ombra sulla brezza della notte,
un’impronta su regolite. Il suo sorriso tagliente e stranamente inebriante.
Il suo profumo, sussurro delicato, parlava di decisione e fine.
le sue pupille sembravano incredibilmente grandi. Rise,

lui sentì la sua volontà cadere come petali, volare come foglia.
Spogliato della corteccia esterna, tagliate via le scuse,
alla deriva in un’illusione di confusione. Le ultime parole
ancora riecheggiano in un momento sospeso.

“Trattieni il respiro. Domani, mi amerai ancora.”

lancio coltelli

Nuovi

parole respirate dolcemente
tra i tuoi polmoni e i miei

le tue mani
come farfalle incerte

parole
insopportabilmente belle

la tua voce dispiegata
come petali bianchi

hai segreti
color indaco

prometti
che non torneremo mai indietro

siamo nuovi
nel modo in cui i fiori sono nuovi

nuovi

Fragile

avete mai notato
quanto sia bello un vetro rotto
quando la luce vi si riflette

ci si dimentica
che potrebbe anche
ferire

fragile arte dell'esistenza
fragile arte dell’esistenza

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