Essendo che sono una tipa taciturna e poco socievole da quando ho messo piede su questa crosta (mia madre dice che appena nata ho fatto un vagito, sbavato e poi ho chiuso lì quello che avevo da dire), il mio lavoro fressssco fresssssco di contratto a tempo superdeterminato mi risulta un tantino ostile.
Servo dolci in un bar, di quelli belli e eleganti dove tu cameriere devi soffrire il caldo infernale con giacca e cravatta, tanto per capirci. Sorrido 9 ore al giorno, impiatto miriadi di tiramisù, impacchetto cantucci e gelatine, bevo ottimo caffè di vitale importanza per non svenire prima dell’orario di chiusura.
Cioè, mi piace eh. É tranquillo, mi pagano, ho conosciuto personaggi interessanti, va bene.
Però i turisti. Possibile che nel 2015 tu, cinesegiapponeseturcorusso, non sappia parlarmi una parola una di inglese? Mi costringi a fare smorfie come un mimo e ad agitarmi quanto un Cebo dai Cornetti in calore (ho scelto questo animale perchè è affine a me, sì: la femmina fa sempre la prima mossa. Io e la bipede, qua, differiamo per il fatto che poi, una volta conquistato, il maschio le si dilunga in corteggiamenti teneri, mentre a me…ciao lasciamo perdere) per riuscire a capire cosa vuoi da me. Tanto lo so che vuoi il tiramisù o il millefoglie, ma me lo devi dire, perchè sono sadica e mi piace guardarti mentre cerchi una faccia che si adatti a sembrare una torta al mascarpone.
Ma credo che il premio della settimana vada a un romano, mi dispiace cari amici del mondo di fuori, vi ha battuti tutti a questo giro.

Scena:
arriva al banco e guarda perplesso i tramezzini, sventolandomi uno scontrino stropicciato sotto al naso, come se non ci fossero altri modi più civili per attirare la mia attenzione.
“Salve, cosa le servo?”
“Tre salati.”
“Quali?”
sguardo vuoto
“Panini, tramezzini, toast…”
cervello in download
“Tramezzini.”
“Bene. Quali vuole?”
silenzio
“Ho: pollo, pomodoro e mozzarella, prosciutto, e salmone.”
“Tonno! Ieri l’ho preso al tonno.”
“Non ne ho, mi dispiace, c’è il salmone se vuole.”
sguardo vuoto e perso
“No, allora no…”
va via sconsolato lasciandomi come una scema a chiedermi se sono io che ho dei problemi o se sono gli altri, poi fa il giro del banco e torna
“Allora, senta, facciamo così. Mi dà un panino al prosciutto e due tramezzini al tonno.”
E va beeeeneeeeee. La coccarda va a lui.

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