Non mi ricordo cosa indossava quella notte, o l’odore della luna sul suo polso, il riflesso sulla sua guancia appoggiata al cuscino.
Non riesco a ricordare i dettagli della sua voce – ciò che è stato detto e promesso una volta che il calore di luglio si era rifugiato nella curva della mia lingua e fatto indietreggiare la sua esitazione.

lascio che le
costellazioni galleggino alla deriva, delicatamente
dilaniate dalle maree delle galassie

(che ne dici se voliamo via dalle stagioni e ci dimentichiamo che l’inverno sia mai accaduto?)

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