Mai

qui, in fondo - amanti
ci sono amanti che si smontano l'un l'altro

persi nel ritmo disperato delle – onde

Hai pensato mai che i continenti
si muovono sempre? vederli scivolare, in un sonno aperto.
non andare, vieni. vieni, e - di nuovo tremando

qui, in fondo – i loro occhi
sono senza luce. corpi cavi rimasti
inquieti,

il mare non dorme mai.

53df0f42cf97e79f63cf9c98bcfbac9e

Giorni di ordinaria…fate voi

Essendo che sono una tipa taciturna e poco socievole da quando ho messo piede su questa crosta (mia madre dice che appena nata ho fatto un vagito, sbavato e poi ho chiuso lì quello che avevo da dire), il mio lavoro fressssco fresssssco di contratto a tempo superdeterminato mi risulta un tantino ostile.
Servo dolci in un bar, di quelli belli e eleganti dove tu cameriere devi soffrire il caldo infernale con giacca e cravatta, tanto per capirci. Sorrido 9 ore al giorno, impiatto miriadi di tiramisù, impacchetto cantucci e gelatine, bevo ottimo caffè di vitale importanza per non svenire prima dell’orario di chiusura.
Cioè, mi piace eh. É tranquillo, mi pagano, ho conosciuto personaggi interessanti, va bene.
Però i turisti. Possibile che nel 2015 tu, cinesegiapponeseturcorusso, non sappia parlarmi una parola una di inglese? Mi costringi a fare smorfie come un mimo e ad agitarmi quanto un Cebo dai Cornetti in calore (ho scelto questo animale perchè è affine a me, sì: la femmina fa sempre la prima mossa. Io e la bipede, qua, differiamo per il fatto che poi, una volta conquistato, il maschio le si dilunga in corteggiamenti teneri, mentre a me…ciao lasciamo perdere) per riuscire a capire cosa vuoi da me. Tanto lo so che vuoi il tiramisù o il millefoglie, ma me lo devi dire, perchè sono sadica e mi piace guardarti mentre cerchi una faccia che si adatti a sembrare una torta al mascarpone.
Ma credo che il premio della settimana vada a un romano, mi dispiace cari amici del mondo di fuori, vi ha battuti tutti a questo giro.

Scena:
arriva al banco e guarda perplesso i tramezzini, sventolandomi uno scontrino stropicciato sotto al naso, come se non ci fossero altri modi più civili per attirare la mia attenzione.
“Salve, cosa le servo?”
“Tre salati.”
“Quali?”
sguardo vuoto
“Panini, tramezzini, toast…”
cervello in download
“Tramezzini.”
“Bene. Quali vuole?”
silenzio
“Ho: pollo, pomodoro e mozzarella, prosciutto, e salmone.”
“Tonno! Ieri l’ho preso al tonno.”
“Non ne ho, mi dispiace, c’è il salmone se vuole.”
sguardo vuoto e perso
“No, allora no…”
va via sconsolato lasciandomi come una scema a chiedermi se sono io che ho dei problemi o se sono gli altri, poi fa il giro del banco e torna
“Allora, senta, facciamo così. Mi dà un panino al prosciutto e due tramezzini al tonno.”
E va beeeeneeeeee. La coccarda va a lui.

cd49b946f43e7aedc5c12519508f8d3c

Lascio

Non mi ricordo cosa indossava quella notte, o l’odore della luna sul suo polso, il riflesso sulla sua guancia appoggiata al cuscino.
Non riesco a ricordare i dettagli della sua voce – ciò che è stato detto e promesso una volta che il calore di luglio si era rifugiato nella curva della mia lingua e fatto indietreggiare la sua esitazione.

lascio che le
costellazioni galleggino alla deriva, delicatamente
dilaniate dalle maree delle galassie

(che ne dici se voliamo via dalle stagioni e ci dimentichiamo che l’inverno sia mai accaduto?)

1

Mh.

“Perché fate così? Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un’altra cosa. Siete fuori!”

Ecco chiarito un punto cruciale. E va che è vero. Maremma. Programmate geneticamente, non c’è altra spiegazione. Qualcuno sa dov’è il tasto OFF?

image

Cenere

La tua pelle è abbastanza calda da incendiare il mondo intero, e forse è per questo che dormi rannicchiato alle mie scapole fredde. Bruci nel sonno, passo le ore a contare le scintille, a pensare ai miti scritti su lino e pietra…ti descrivono come dorato, pelle di alba e occhi color miele. Ma, amore mio, io conosco la verità. Sei il carbone lasciato dove il sole è passato troppo vicino, la passione che si incendia, la pace e la forza. Colori le mie braccia con i tuoi capelli color inchiostro, dipingi i miei fianchi con la fuliggine delle tue dita.

Quando ci svegliamo, nel cielo manca la tua luce. Le persiane sono monocromatiche alla pallida luna, ma i muri della stanza si illuminano a ogni tuo languido respiro. Il freddo scivola via dalle mie ossa mentre accarezzi la mia schiena, affondi il viso imperlato di sudore tra le mie clavicole, ti sento mormorare incoerenti preghiere antiche alla mia pelle delicata.

Le mie mani accarezzano il tuo collo, percorrono spalle e schiena. Sento i muscoli aggrappati su ogni angolo, le tue gambe aggrovigliate con le mie. Il mondo può anche diventare oscuro e triste, ma tra queste quattro mura tengo il sole tra le mie mani mortali. Ti agiti nel sonno, mi accomodo ai tuoi movimenti per poterti sussurrare tra i capelli e calmare le tue mani per un altro secondo.

Le ombre giocano sul soffitto e le tende si muovono tranquille, posso sentire la condensa sul pavimento, mentre le tue braccia scivolano sotto i miei lombi per avvicinarmi a te.
Sciogliersi al tuo bagliore luminoso, diventare materia per le tue mani da scultore. Aggiustami, rompimi, modellami su un tuo desiderio.

Amanti oziosi e bambini con gli occhi spalancati immaginano il sole delle pigre mattine d’estate e il riverbero sulle spiagge infinite, ma io ti conosco meglio. Questi posti di calma e tranquillità riposano ai margini della tua anima, ma immergersi in profondità nella verità è come tuffarsi in un nucleo di calore e follia.
La liscia superficie non è che una copertura per acque turbolente e quando accarezzi i miei fianchi vedo il magma nei tuoi occhi sempre pazienti.

Sei una caccia al lupo nel mezzo della notte, quella pulsazione pericolosa che tiene sveglio il mondo.
Il respiro dell’inizio e il sospiro della fine.
Eppure ogni notte cingo le tue spalle e accarezzo il tuo viso, ti guardo mentre ti assopisci tra le mie braccia.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑