Oggi ho googlato “bello”.
Ci sono venticinque canzoni, tre album, e quattro film che si intitolano “Bello”.
O erano tre film e quattro album? Sì, forse sì.
Secondo Wikipedia, è un aggettivo che appartiene alla categoria dell’estetica.
Secondo il dizionario è qualcosa che “desta nell’animo, per lo più attraverso i sensi della vista o dell’udito, un’impressione esteticamente gradevole”; e comunque “incantevole” è più delicato di  “bello”.
Ma forse la bellezza non è qualcosa che puoi decidere di avere. Un obiettivo, intangibile, destinato ad essere goduto ma non posseduto.
La bellezza è la curva della luna, un collage di colori screziati di fiori ormai appassiti che una volta avevano vita.
La bellezza è il sole sul mare, la sabbia sui piedi di un bambino e un sorriso bagnato di gocce d’acqua salata.
La bellezza è il riflesso della polvere di neve tra i rami di pino o il gelato che si scioglie e cola sulla mano.
E, forse, “bellezza” è semplicemente una parola controllata, una metafora per qualcosa che può essere compreso solo dagli occhi e gustato dalla lingua.

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