Realtà

C’era una volta una ragazza e tutti pensavano che fosse una perfezionista, ma in realtà non era così. Era solamente davvero, davvero, davvero realista.
La realtà è un mito, è un’illusione, pura immaginazione – o, almeno, è quello che credeva lei perché sapeva che non avrebbe potuto conoscere nulla di meglio; la sua percezione della realtà era contorta come specchi frantumati, amava te come amava il mondo, ma era se stessa che non riusciva a trattenere. Perché onestamente l’amore è questione di fiducia ed è impossibile avere fiducia in qualcosa che sai essere una bomba ticchettante pronta a esplodere.

Tesoro, sei mai stato innamorato?

Vino rosso e finale felice. Ecco come va il mondo se leggi troppi libri sulle città romantiche: salata, mite, dolce Venezia accompagnata all’aria polverosamente poetica dei lampioni di Parigi e alla luce di sfavillante neon di New York. Ma alla fine della giornata le lenzuola stropicciate sono lenzuola stropicciate e basta.

Non si può tornare indietro nel tempo.

Le sue scapole cercavano di sfuggire dalla sua pelle, di rompere il guscio. Se avessi passato le tue dita sulla sua schiena, quante ossa avresti potuto contare, quanto avresti detto che pesavano?
Si stava costruendo e illuminando di luce bruciante, saliva e cadeva, cadeva, cadeva. Si aggrappava a qualcosa, qualsiasi cosa. Scale, mani, vetri, aria fine.

Ti amo ma non posso dimostrartelo, non fa niente, niente, niente.

Come puoi respirare pienamente se non riesci a sentire il cielo che si estende all’infinito sotto le tue dita? Una via d’uscita. Cercala, trovala.
Ma non puoi lasciarla andare perché sai che può fare di meglio, che dietro quelle mura in cui si chiude c’è qualcosa di inesplorato, che potrebbe far uscire se solo lo scegliesse. Ti rifiuti di lasciarla andare, puoi aggrapparti a lei.

Troppo.

Si sente il peso del mondo sulle spalle, ma non sa perché. Distoglie lo sguardo lontano, di specchi e di illusioni, riflessioni, riflessioni, riflessioni.
C’è un certo tentativo di vivere quietamente, di vedere quanto sia bello poter vivere senza pensieri.
Sì, bello, vuole essere bella. Ti chiedi, guardandola a occhi ciusi, cercando di far scivolare le tue mani tra le sue dita tremanti, quanto andrà lontano. Andrà da qualche parte dove non potrai raggiungerla, dormirà al fianco di qualcun altro, irrimediabilmente persa nelle sue idee. Si fermerà, forse? Lotterà? E se alla fine tutto quello che riuscirà a sentire sarà solo se stessa e la sua visione della realtà così dannatamente immaginata.

É un’arte.

Lascia che esca, lascia che vada in un momento di sollievo, i muri si aprono. Sogna via il tutto, fluisci attorno.

E nella sua mente.

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15 risposte a "Realtà"

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      1. Non hai bisogno di prove per bissare…la scrittura si vede fluisce da dentro te naturaliter. Come miele da un favo bucato. Senza complimenti, dico quel che penso, non è un Liebster il mio 😉

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