Mia nonna una volta mi ha detto che se raccogli tutte  le stelle nel cielo di mezzanotte, puoi cucirle in un’infinita coltre di galassie, per permettere agli amanti di esprimervi desideri.
Questo è quello che fai tu con le tue mani: parli il mio stesso linguaggio antico.
Quindi vieni, all’alba, collassiamo uno nell’altra con il tipo di caduta del quale mia nonna mi ha sempre messa in guardia.
Le mani sciocche non hanno confini, mi direbbe.
Per fortuna siamo senza limiti, ti sondo con le dita, le tue spalle sono una scala che posso percorrere in punta di lingua per arrivare a una vaga idea di Paradiso.
Se ogni ti amo che sussurriamo all’orecchio della mattina ci avvicinasse, allora dovremmo essere incastrati. Schiacciati fino a diventare una cosa sola.
Nulla più che una piega di costellazioni sulla coperta di mia nonna.

Crank up, by Sungwon

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