Sempre più chiaro in cielo

Vuoi già partire? L’alba è ancor lontana.
Era dell’usignolo,
non dell’allodola, il cinguettio
che ha ferito poc’anzi il trepidante
cavo del tuo orecchio. Un usignolo,
credimi, amore; è lui che canta, a notte,
laggiù sull’albero di melograno.

No, cara, era l’araldo del mattino,
l’allodola; non era l’usignolo.
Guarda, amor mio, quante strisce di luce
maligne sfrangiano le rade nuvole
che si dissolvono laggiù all’oriente.
Le fauci della notte sono spente
e già s’affaccia il luminoso giorno,
quasi in punta di piedi,
sugli alti picchi brumosi dei monti.
Debbo andarmene e seguitare a vivere,
o restare e morire.

Quel barlume laggiù
non è ancora la luce del mattino.
Io la conosco bene: è una meteora
che il sole irradia e rende luminosa
perché ti sia torciere questa notte
a illuminarti la strada per Mantova.
E però resta. Non devi partire.

Oh, che m’arrestino pure, m’uccidano!
S’è così che tu vuoi, io son felice!
Son pronto a dir con te che quel grigiore
laggiù non è lo sguardo del mattino,
ma soltanto un riflesso smorto e pallido
della faccia di Cinzia;
e a negare con te che sia l’allodola,
a martellar gli archivolti del cielo
con le sue note, sopra il nostro capo.
L’ansia di rimanere
è più forte di quella di partire.
O morte, vieni, e sii la benvenuta!
Così vuole Giulietta, e così sia!
Sei soddisfatta adesso, anima mia?
Parliamo pure. Non è ancora giorno.

È giorno, invece, è giorno! Ahimè, fa’ presto!
Va’! È l’allodola quella che canta,
ora, con quel suo verso fuori tono,
sforzandolo con aspre dissonanze.
Dicono che l’allodola
sa modulare in dolci variazioni
le note del suo canto; questa no,
perché in luogo di dividere le note
in armonia, divide noi. L’allodola,
dicono pure, ha scambiato i suoi occhi,
col ripugnante rospo.
Che si siano scambiate anche le voci?
Perché questa, che va destando il giorno,
ci strappa trepidanti dalle braccia
l’uno dell’altro, e mi ti porta via.
Vattene, va’, si fa sempre più chiaro.

Sempre più chiaro in cielo,
sempre più buio dentro i nostri cuori.

"Romeo e Giulietta" di Zeffirelli
“Romeo e Giulietta” di Zeffirelli

Una risposta a "Sempre più chiaro in cielo"

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  1. Dice qualcosa… Parla ancora,
    angelo luminoso, sei sì bella,
    e da lassù tu spandi sul mio capo
    tanta luce stanotte
    quanta più non potrebbe riversare
    sulle pupille volte verso il cielo
    degli sguardi stupiti di mortali
    un alato celeste messaggero
    che, cavalcando sopra pigre nuvole,
    veleggiasse per l’infinito azzurro!

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