Oggi no 

Mi sono svegliata così, dicendomi: oggi non me la sento di essere una persona seria. 

Ohllallà. 

Sono molteplice, contengo multiversi.

Un sorriso e una boccaccia a tutti, bamboli!

 

Ah!

11148752_10153153560580700_2924779435208009906_nSì, beh, direi che ci siamo.
Stamani mi alzo, osservo dalla finestra un pallido sole incerto. Allora guardo il meteo: raggi UV a 5 tutto il giorno, 22 gradi, vai pure tranquilla per la tua strada bambolina, che oggi non piove nemmeno se ti metti a cantare.
Esco.
Alle 11 inizia il diluvio.
Ho le scarpine di tela e nemmeno un ombrellino da cocktail.
Ciao eh.

Deserto

Rose bianche coprono le sabbie del deserto, una scricchiante neve dorata solo per te. Guardo la luce del tuo viso, le ombre che si gettano morbide su di esso.
Poggia la testa sulla mia spalla, finchè non mi addormenterò profondamente.
Nella notte le mie stelle ricopriranno il tuo corpo, riecheggiando il suono dolce del mondo.

Rose bianche fioriscono sulle sabbie del deserto, una nuvola di puro intento. Osservo i tuoi occhi riflettere le emozioni mentre sfioro i tuoi polpastrelli.
Corriamo insieme attraverso le vene del tempo e la pioggia si scontra con la sabbia asciutta.
Si accende la vasta distesa del cielo in fiamme, si diffondono le parole attraverso la terra.

Rose bianche appassiscono piano nella sabbia del deserto, resistono per starti al fianco. Ti ho dato tutto ciò che sono, ho tenuto le tue lacrime mentre piangevi.
La luna modella le maree di sabbia e polvere, mi trattieni attraverso il movimento.

Le rose non potevano avere più ragione: abbiamo perso noi stessi l’uno nell’altra.

foto personale

Inchiostro

“Se nel centro degli occhi di tutti, v’è una punta d’inchiostro, qualcosa dovranno pur dire.”

  

Paesaggio

Un giorno finirà.

Le nuvole nel suo petto si disperderanno e non sentirà più il suo cuore così pesante.
Immagina ora tutte le cose che la lasciano senza fiato in gola, le autostrade percorse e gli oceani che erano ancora più belli di come glieli avevano descritti.
Pensa a quella distanza che non riesce a comprendere. Gli amanti si lamentano che le montagne li separano, nessuno parla mai della persona proprio dietro l’angolo, barricata nella propria oscurità e pesantezza.
Ci sono cose di cui nessuno parla mai.
Sua madre le ha insegnato che ci sono certi tipi di tristezza di cui non puoi sapere il motivo, che restano incomprensibili. Le ha insegnato a urlare contro il cuscino, a scrivere mantra sulle braccia, a bere via il dolore dal corpo con una tazza di tè.
Finchè le parole non sgorgano di nuovo.
Diceva anche che nulla può durare per sempre, nemmeno il dolore più profondo.

Non l’ha visto arrivare.

É stato un lampo. In un momento tutta la stanza era illuminata, così tanto che tendendo la mano davanti a sé non se ne distinguevano i contorni. Come perdere la vista. Come vivere senza molte cose, davvero.
Ci sono cose che prendi per scontate, che quando scompaiono ti buttano a terra e non riesci a capacitarti di come sia difficile rialzarti.
Significa imparare di nuovo a camminare su ginocchia deboli, con una mente che non sa bene quale direzione prendere.
Alcune persone se ne vanno, portandosi dietro tutto quello che abbiamo dato loro. Ci annulliamo. É come se ci rubassero il respiro dai polmoni. Resti sul bordo di un oceano roboante e mille pensieri ti attraversano la mente, piccole scosse continue.
Lo sospettava, sì. Lo ha visto insinuarsi nel buio e starsene rintanato come il più piccolo frammento di idea.
L’oceano continua a pressarla sul diaframma.

Nulla di più di un’abitudine.

Solo una volta che buttiamo fuori il vento da noi stessi ci rendiamo conto che molte cose della vita sono routine e allora ricabliamo noi stessi. E così riusciamo a non andare fuori di testa.
Ha imparato che le parole sono spesso ciò di cui abbiamo bisogno. Possiamo urlare e imprecare e tirare fuori tutto, così da poter guardare indietro e rifletterci più tardi, oppure lasciar bruciare e incenerire quei pensieri su fogli di carta.
Bruciare i fogli l’aveva fatta sentire molto vicina a dimenticarlo.
Ha scritto parole dentro ai libri, chiudendo delicatamente le copertine, come se quelle lettere fossero fragili e preziose.
Si è cucita frasi sulle sue braccia, il filo bianco che si intrecciava dentro e fuori. In quel modo ricordava di contenere ancora qualcosa dentro di sé, oltre agli oceani che si riversavano continuamente dai suoi occhi aperti con fatica.

Quando il suo cuore smise di fare male, prese consapevolezza di essere un paesaggio.
Il suo corpo cambiava stagione, imparò a leggere la sua pelle come una mappa.
Quando stava rannicchiata nel letto piangendo il suo cuore spezzato, la sua pelle era tesa e pallida. Quello era l’inverno del suo corpo, che portava freddo e brividi.
Quando andava in giro per la città, i piedi stanchi e gli occhi doloranti, le sue spalle e le sue braccia fiorivano baciate dal sole, illuminate di costellazioni. Quella era l’estate del suo corpo, e i baci sarebbero spariti una volta che le giornate si fossero accorciate di nuovo.
Sarebbe stato un ciclo, si sarebbe ritrovata in momenti familiari.
C’era sempre qualcosa che fioriva, o qualcosa alla fine dei suoi giorni, e lei sapeva che se avesse bevuto abbastanza tè avrebbe potuto allontanare il dolore per un altro mese, allentare le parole di cui aveva bisogno per guarire.

Sua madre aveva ragione.

nuvole

Forza 

I tuoi occhi, grandi, scuri e belli, per un istante si sono aggrappati ai miei e insieme ci siamo raddrizzati e rialzati, grazie quasi alla sola forza dello sguardo.
 

David Grossman 

foto personale

Io Leggo Perchè

Io leggo perchè ho bisogno di perdermi nella magia. Fa bene all’anima.

Giornata Mondiale del Libro. Abbiamone cura.

Realtà 

Cosa c’entriamo noi con la realtà? Cosa siamo disposti ad accettare, e cosa invece rifiutiamo? È vero che non vediamo altro se non quello che vogliamo vedere.
Credo. Sono sicura.
Passiamo al vaglio ogni possibilità, non è che non ci riusciamo: scartiamo quelle peggiori e ci buttiamo sulle migliori, non diamo peso agli scenari che presentano un margine di dolore.
Evitiamo le verità penose anche se plausibili, cerchiamo la speranza.

Giorno
dopo
giorno.

Pensiero
dopo
pensiero.

 

foto personale

Arcobaleno

Mi rivedo in te. Sono nascosta in ogni tua ruga, probabilmente qualcuna te l’ho fatta venire io. Mi sei un pensiero arcobaleno.

  

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