C’era una volta un uomo di nome Mario. Mario aveva una penna. Una penna fantastica. Era di un bel blu profondo, marmorizzata, amava quella stilografica. Ne era orgoglioso, la portava ovunque andasse: quando faceva shopping, quando andava in banca, a casa, a lavoro…era la sua cosa preferita in assoluto.
Ma un giorno qualcuno gli chiese come mai la portasse semplicemente con sè. “Perchè non la usi?” gli avevano chiesto. Mario rimase perplesso, non ci aveva mai pensato, la portava dietro e basta. Non aveva mai ragionato su cosa avrebbe potuto veramente fare con quella penna.
Ovviamente, essendo una penna, poteva scriverci. Così per prima cosa decise di scrivere, sullo schermo del suo computer. Fu una decisione pessima, perchè il monitor rimase sfregiato con inchiostro permanente e Mario fu licenziato. Ma era determinato a trovare un impiego per la sua bella penna, così una volta fuori dall’ufficio iniziò a scrivere su un muro di mattoni. Un ufficiale di polizia gli gridò contro e lui iniziò a correre. Dopo qualche chilometro Mario si fermò a prendere fiato e si imbattè in un giornale. Stava per scriverci sopra, ma era già pieno di parole, così lo buttò nel cestino e riprese a camminare.
Arrivò ad un negozio di libri ed usò il denaro che aveva con sè per comprare un quaderno. Era nuovo, le sue pagine completamente bianche. Non sapeva cosa scrivere. Ci pensò un attimo, poi iniziò:

C’era una volta un uomo di nome Mario…

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