”Ah! Hai una pistola in tasca, o sei semplicemente felice di vedermi?”

“É una pistola. Però sono anche felice di vederti.”

“Sì, lo sapevo che era una pistola, Manny. Era una battuta, sai..perchè la pistola spunta come..oh, forza! non importa, hai rovinato la battuta.”

“Puoi rifarla, se vuoi. Prometto che stavolta riderò.”

“No, l’hai rovinata. Punto, basta così.”

“Per questo ti sei arrabbiata?”

“Non sono arrabbiata, solo che era una buona battuta.”

“Sei arrabbiato, i tuoi segni vitali lo dicono.”

“Senti, basta ok? Non importa che tu conosca la mia temperatura corporea o il mio metabolismo istantaneo per trovare quello che cerchi. Smettila con questi poteri assurdi.”

“Non sono assurdi.”

“Forse no, su Marte.”

“Non vengo da Marte!”

“Dio, sai cosa voglio dire!”

“A volte non ne sono sicuro, terrestrucola.”

“Seriamente, non chiamarmi così.”

“Non posso farei altrimenti, dato che mi hai detto di non chiamarti Elizabeth Marla Dyle.”

“Chiamami Liz, semplicemente, Voi alieni non avete soprannomi?”

“No.”

“E va bene.”

“Sono confuso su come devo chiamarti. Liz va bene?”

“Sì, va bene. Non mi piace il mio nome intero, mi ricorda i miei genitori.”

“E questo è un male?”

“No…cioè di solito no. Io…sì dai non mi piacciono i miei genitori ecco tutto.”

“Io…non so cosa dire in questo momento.”

“Non dire niente, va bene lo stesso.”

“Ma io…dovrei dire cose terrestri per rifarti su il morale, no?”

“Dipende. A volte puoi dire ‘tutto andrà bene’, o ‘forza e coraggio’, oppure anche niente. A volte un gesto è meglio delle parole.”

“Che tipo di gesto?”

“Non so, tipo un abbraccio, o una pacca sulle spalle.”

“Cos’è un abbraccio?”

“Non sai cos’è un abbraccio. É una cosa piuttosto comune qua, Manny. Mi pareva che avessi detto di sapere tutto di tutto su di noi.”

“Tutto quello che so l’ho letto, libri o carta. Le emozioni non erano…incluse. O non tradotte adeguatamente.”

“Cosa intendi con ‘non tradotte adeguatamente’?”

“Ho letto diverse cose sulle emozioni, varie descrizioni. Ma credo che gli autori fossero confusi. Non le traducevano, o meglio non le spiegavano, nel modo giusto. So che essere cattivi o insultare qualcuno può recare offesa a un umano. So che un complimento produce un sorriso, o un sentimento di felicità. Ma ancora non so come descrivere molte delle emozioni che ho visto da te. É frustrante.”

“Se ti può far sentire meglio, molti umani sono frustrati. Non è facile per nessuno.”

“Grazie, questo mi solleva.”

“…vieni qua, un secondo.”

“Oh! Liz…ma cos’è questo?”

“Questo è un abbraccio. Ora metti le tue braccia attorno al mio corpo.”

“Così?”

“Bravo, ti viene naturale.”

“Mi piace.”

“A tutti piacciono gli abbracci.”

“E cosa succede ora?”

“Ora…niente.”

“Va bene.”

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