Vorrei poterti dire che la tua bocca ha il sapore di una fiaba, della rosa della Bella e la Bestia, della mela di Biancaneve. Vorrei farti sapere quanto è bello quando la tua colonna vertebrale si curva in un arco perfetto e i tuoi occhi si schiariscono alla luce del mattino, come se fossi tu a rompere il buio della notte.
Vorrei poterti raccontare che mi ubriaco del tuo odore di spezie e ambra quando il vento ti soffia addosso e i fiori selvatici sbirciano attraverso le nostre ombre, mentre ci assopiamo tra i denti di leone che capricciosamente solleticano i nostri piedi. Sorridiamo senza fiato.

Quanto vorrei dirti che disintossichi le mie vene ogni volta che i tuoi polpastrelli stringono la mia pelle, e che la tua natura gentile mi ricorda la luna in un nebbioso cielo notturno. Mi siederei sulla riva, mentre le onde mi colpiscono con calma, ipnotizzato dal tuo bacio diafano.
E vorrei che potessi mandare indietro il ticchettante orologio antico, per afferrare saldamente il tuo sorriso quella sera d’autunno, quando le tue labbra screpolate erano una curva perfetta e calpestavi le croccanti foglie cadute. Quanto eri bella quando le tinte dell’alba si posavano sulle tue lentiggini dorate, mentre con le tue dita di porcellana accarezzavi la foresta.
E quando gli alberi sussurravano la ninnananna dei grilli, quando il vento baciava i lillà e la lavanda, mi piaceva contare i tuoi nei ed esprimere desideri alle stelle cadenti.
Vorrei poterti proteggere, dipingere il mio universo per te, vorrei che fossi ancora qui.

lettera

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