Sto seguendo un corso di antropologia culturale. La cosa mi intriga molto, tanto che oggi a lezione pensavo “Addio tutti, vendo tutto ciò che ho, me ne vado in giro per il mondo e mi faccio ospitare ogni popolazione sperduta che esiste, una settimana per ognuna. Comincio dagli Haida.”
La domanda del giorno era: cos’è la bellezza? Eh, giusto. Come si fa a dire che una cosa è bella e un’altra no? Diamo retta all’universalismo, oppure al relativismo culturale? Ovviamente nel mondo non c’è un unico concetto di bellezza; funzioniamo per codici culturali, perciò cambia di paese in paese, di comunità in comunità.

Senza entrare nell’ambito di mutilazioni che compromettono la vita di un individuo, ecco alcuni esempi: parlando di bellezza femminile in Giappone, per essere considerata una bella ragazza, la tua pelle deve essere pallida, morbida e liscia come una pesca; se fai parte dei Kayan il tuo collo dev’essere lungo e avvolto da anelli atti appunto ad allungarlo; se vai in Mauritania e sei una “skinny girl” ti considereranno poco desiderabile, di contro in Canada sarai vista come una donna capace di mantenersi in forma, sana, ottima preda.
E poi gioielli, tatuaggi, abiti, copricapi, colori, visi, sorrisi, occhi…

Queste differenze, io, le trovo bellissime.

 

Fotografie: Joey L., Jimmy Nelson, Lasse Damgaard e web

Annunci