Mi piace il modo in cui la vita lascia il segno sui nostri corpi.

Ogni risata e sorriso è inciso nelle pieghe intorno agli occhi e alla bocca; vedi quelle macchioline? è perchè non ti sei messa la protezione solare quell’anno che il sole scottava tanto e tu eri così decisa a raggiungere il picco di quella montagna o ti eri addormentata nel dolce rumore delle onde sulla riva.
Le cicatrici che ti sei procurata sullo skateboard nel parco al tramonto, d’estate, e quelle che ti ha lasciato la vita quando il dolore ti ha investita in un sol colpo.

I nostri corpi registrano i ricordi e le esperienze, sono diari di viaggio e di emozioni, fragile corazza fra noi e gli elementi.

A chi importa del loro colore, della statura, se manca qualcosa, se sembrano occupare troppo spazio o se hanno spigoli appuntiti.
Il corpo è il vaso per la nostra anima, e tutto ciò che di meraviglioso c’è in noi brilla sulla superficie della nostra pelle.
La pelle, così liscia, rugosa, abbronzata, segnata, vissuta, decorata.
Non sempre ci abbracciamo nel modo in cui gli altri ci abbracciano.

Dovremmo farlo.

Prenderci il tempo per esplorare il guscio che si tiene insieme, seguire con la punta delle dita quei ricordi, tastare il tutto con le mani e amarci teneramente.

Dopo tutto, è anche per noi.

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