Ho fatto un ragionamento. Sì, lo devo dire perchè è cosa piuttosto rara in questo momento quindi meglio specificare.
La ragazzina a cui faccio ripetizioni ha 14 anni ed è una scema totale. Lo so che non si dice, che non sta bene farlo presente, che forse è solo distratta, ma oh, è scema. Manca proprio di intelligenza e non solo in ambito scolastico. Io la aiuto in inglese e italiano, sono riuscita a farla passare da un 3 a un 5 e mezzo nel primo, da un 2 (DUE!!!!! come si fa a prendere due a italiano???) a un quasi 6 nel secondo. Mi sento di dire un miracolo, molto faticoso. Non capisce niente, non presta attenzione, stiamo parlando di Oscar Wilde e lei pensa a cosa potrebbe indossare a scuola il giorno dopo. We live in an age when unnecessary things are our only necessities.
Ma il punto, a parte lo stupore davanti a un caso disperato, è un altro. Sono quasi sicura che le abbiano impiantato un cellulare al posto della mano. Il suo SamsungUltraSpaceshuttle è ormai una escrescenza naturale, un arto in più. Ci spippola, chima, manda messaggi, si fa le foto mentre non studia, facebookka, whatsappa, instagramma, ashtagga e tagga. Quando ci riesco obbligo la madre a sequestrarle il telefonino per le ore di studio, ma purtroppo non è sempre possibile. Ora poi ancora meno. Perchè l’Oca Giuliva ha un fidanzato.
Mentre io cercavo inutilmente di spiegarle i tempi verbali dell’inglese, lei ha preso il cellulare e

“Guarda!” mi ha fatto mettendomi lo schermo davanti al naso “Non lo trovi un figo pazzesco???”

Io ho guardato e la mia risposta è stata no. Era la foto di un presumo trentenne di quelli tendenti al tamarro, con la camicia un po’ troppo sbottonata e il jeans attillato per mettere in evidenza quel qualcosa che se ne rimanessero senza perderebbero anche la sede del cervello.

“Ma come no? Non capisci niente. Guarda che occhi che ha diomioèunfigo! E poi è il mio fidanzato mostra rispetto.”

BAM. Stupore iniziale, brividi lungo la schiena nel pensarli insieme. Lei è una ragazzina carina, magra e dinoccolata, coi capelli biondo platino e gli occhi da bambina e, anche se si veste da squillo di classe, resta il fatto che lui ha minimo quindici anni in più. Non credo che quando si vedono vadano a mangiare il gelato o si siedano su una panchina a guardare la gente che passa. Però evito ogni commento e non le chiedo nulla a riguardo, anche se ovviamente lei mi snocciola tutte le fasi di conoscenza-frequentazione che hanno vissuto in ben un mese di intensa relazione.
E lei questo amore lo vive come se non ci fosse altro al mondo. Dato che se il padre venisse a sapere che sta insieme a un tipo del genere ammazzerebbe lui prima e chiorberebbe lei dopo, i due non si vedono quasi e mai e così Little Miss Unconscious scrive frasi d’amore su ogni social che vi può venire in mente, commenta le foto di lui, posta immagini romantiche sul profilo del marpione che, con l’innocenza di Hannibal Lecter, alimenta le sue fantasie.
A questo punto un altro pensiero mi soggiunge, passando oltre al fatto che di generazione in generazione i ragazzi stanno diventando adulti sempre più in fretta, senza godersi l’adolescenza e passando direttamente dalle bambole ai preservativi.
Ma com’è innamorarsi, per la prima volta, ai tempi dei social network?
Io penso di essere una delle ultime testimonianze dell’amore iniziato e sbocciato senza Facebook. Quando mi sono messa insieme al mio primo ragazzino i miei controllavano i siti sui quali navigavo e comunque l’unico modo per comunicare telematicamente era msn. E i telefonini erano in bianco e nero. Chiamavo a casa del fidanzatino, ci accordavamo sul vederci a quell’ora in quel posto e non ci facevamo le selfie.  
Esistono ancora i primi amori così o sono finiti? Sono io che sono nostalgica o qualcosa non va? Lei dice che sono noiosa, forse ha ragione.

Immagine

But first, let me take a selfie

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