Oggi, mentre io dormivo ancora, mio padre ha poggiato un foglio ai piedi del mio letto. Quando mi sono svegliata l’ho visto e ho pensato che fosse il solito messaggio del tipo “ricordati di chiudere la finestra prima di uscire” o “lava i piatti”, ma mi sembrava strano che l’avesse lasciata lì e non in cucina. Non era quello che pensavo. Era una lettera con questa poesia di Saba:

“La mia bambina con la palla in mano, 
con gli occhi grandi colore del cielo 
e dell’estiva vesticciola: “Babbo 
-mi disse – voglio uscire oggi con te” 
Ed io pensavo: Di tante parvenze 
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali 
posso la mia bambina assomigliare. 
Certo alla schiuma, alla marina schiuma 
che sull’onde biancheggia, a quella scia 
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde; 
anche alle nubi, insensibili nubi 
che si fanno e disfanno in chiaro cielo; 
e ad altre cose leggere e vaganti.”

E il cuore mi stringeva.

“Non hai gli occhi azzurri – continuava – ma per me il cielo ha ugualmente i tuoi colori. É la festa del papà, cosa che io non sarei senza di te, perciò auguri anche alla mia bambina.

P.S. Compra le frittelle.

Babu”

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“I due giorni più importanti della tua vita sono il giorno in cui sei nato e il giorno in cui tu scopri il perché.”
Mark Twain
 
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