Parmi essere certo che, come nelle due già dette cose perversamente intendevi, così similemente della terza sii caduto in errore: di ch’ella sempre s’è dilettata oltremodo, cioè di vedere gli uomini pieni di prodezza e di gagliardia; e credo che tu credevi ch’ella volesse o disiderasse o le piacesse di vedere gli uomini pro’ e gagliardi, colle lance ferrate giostrando, o nelle sanguinose battaglie tra mille mortali pericoli o combattendo le città e le castella o colle spade in mano insieme uccidersi.
Non è così: non è costei così crudele né così perfida, come mostra che tu creda, ch’ella voglia bene agli uomini perché s’uccidano. E che farebb’ella del sangue che, morendo l’uomo, vermiglio si versa? La sua sete è del digesto ch’ e’ vivi e sani corpi possono, senza riaverlo, prestare.
Quella prodezza adunque, che le piace, niuno la sa meglio di me. Ella non s’usa nelle piazze né ne’ campi né su per le mura né con corazza indosso né con bacinetto in testa né con alcuno offendevole ferro: ella s’usa nelle camere, ne’ nascosi luoghi, ne’ letti e negli altri simili luoghi acconci a ciò, dove, senza corso di cavallo o suon di tromba di rame, alle giostre si va a pian passo; e colui tiene ella che sia o vuoi Lancelotto, o vuogli Tristano, o Orlando o Ulivieri, di prodezza, la cui lancia per sei o per otto aringhi o per dieci in una notte non si piega in guisa che poi non si dirizzi.

Boccaccio, Il Corbaccio

Immagine

My Sweet Rose , 1908 – John William Waterhouse

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