Lei

Avrebbe voluto delle ginocchia carine, di quelle un po’ dure ma graziose, invece ha un modo carino di vedere il mondo. Non crede negli ombrelli, solo nelle stelle del cielo di mezzanotte e nelle gocce di pioggia che scendono giù per il collo e la colonna vertebrale.
Conosce cose che la maggior parte delle persone ritiene inutile: ci sono più stelle nello spazio che granelli di sabbia sulla Terra; i cani hanno più di trecento espressioni facciali (per lo più si esprimono con le orecchie); un uomo medio passa più o meno due settimane della sua vita ad aspettare che il semaforo diventi verde.
Si chiede chissà se le stelle sono solo luce morta, ci sarà vita nei buchi neri, altri mondi dietro la curva dell’universo? Siamo solo un pulviscolo.

Non le piace la logica. La logica pretende sempre di essere saggezza, mentre la creatività non chiede nulla. Si sveglia nel mezzo della notte e scarabocchia qualsiasi cosa: una foresta oscura, muscoli tesi, la polvere sotto l’armadio, deve mandare una lettera a quel suo amico lontano.
Si siede sul suo letto e osserva le albe una dopo l’altra. Lei dice dovremmo cercare di reinventare la magia, lui risponde mi manca la tua magia quando non ci sei. Lei dice chissà dove finiscono gli sbadigli quando nessuno li ferma.

Aspetta un treno, manda cartoline, scrive poesie su foglietti che nasconde e perde nell’armadio, in un cappotto magari.
Ama scoprire cose nuove. Una volta corse su per una collina nel mezzo della notte solo per vedere come risplendeva la città. Alle quattro del mattino il mondo è magico perché il sole non ha ancora avuto la possibilità di cambiare la visione delle cose.
Dice sono qui per tutti i vostri pensieri, meno di dieci persone vengono uccise dagli squali ogni anno, le cose buone arrivano sempre. Accenditi con me sotto al cielo temporalesco, voglio camminare in un fiume.

Pensa le note a margine non le legge nessuno. O magari leggono solo quelle. Le cose più piccole sono sempre le più importanti. Come i bastoncini di vaniglia, le paperelle di gomma, le stelle all’alba e il silenzio della mattina.

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7 risposte a "Lei"

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