Mia nonna non smette mai di stupirmi, sia negativamente che positivamente intendo. 

Oggi, per esempio, se ne stava in poltrona zitta zitta, buttando ogni tanto gli occhi azzurri al soffitto e sorridendo sotto i baffi. Incuriosita da questo comportamento atipico (la tv spenta dopo pranzo? quando mai!), le ho chiesto come mai fosse così sogghignante.
Mi ha guardata da dietro le sue rughe e “Bimba” mi ha detto “alla tua età io ero già mamma.”

BAM

Chi ha avuto a che fare con una nonna sa che questi discorsi sono come il vaso di Pandora, che se scosti un attimino il velo dei ricordi ecco che una miriade di parole e aneddoti parte dal cuore ed esce inevitabilmente dalla bocca. Anche cose che non vorresti mai sentirti dire, in questo caso che quando stava per partorire mio padre e aveva la cervice dilatata di tre centimetri si è dovuta fare a piedi un bel pezzo di strada per arrivare all’ospedale e che manca poco lo fa in strada.
E che le zie di mio babbo, appena nato, lo volevano buttare in un fosso (no no, non figuratamente) per quanto era brutto, piccino, secco e con le croste.
Oppure anche che lei ha salvato l’onore arrivando vergine al matrimonio, cosa che diverse sue sorelle non hanno fatto, e che adesso prega per me affinché anche io segua la sua strada. Finchè continua a crederlo, va bene così.
E per finire, c’è sempre la domanda più odiosa di tutte, quella che ti fa saltare il nervo ottico come una molla: “Ma che aspetti a sposarti?”. Me lo chiede ogni volta che ha l’occasione. Ha già pronta la dote di asciugamani e lenzuola con le cifre ricamate che mio padre non ha voluto portarsi a casa dopo il matrimonio, ma tanto ho le sue stesse iniziali.
Il fatto è che il mio fidanzatino ha un lavoro del cavolo e che odio profondamente che però è ben retribuito e quindi questo per lei, che ha vissuto con lo stipendio di mio nonno per tutta la vita, basta e avanza per assicurarmi un futuro roseo da casalinga disperata.
E poi, su tre nipoti femmine che le sono venute fuori, l’unica che è abbastanza stabile mentalmente per potersi fare una famiglia normale sono io e sta puntando tutto su questo con tattiche psicologiche tipo “Chissà se riuscirò a vedere il tuo matrimonio” o “Mi piacerebbe vedere i nipotini che verrebbero fuori da te, che sei così bella”. 

Mi sono dileguata con nonchalance, lasciando che il soffitto parlasse per me. 

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