Ho poggiato il mio orecchio sul tuo petto. Eri freddo, ghiacciato, ma non sembrava ti importasse. Il tuo corpo vibrava piano ad ogni respiro, come quello di un gatto che fa le fusa. I tuoi muscoli scattavano ogni tanto, come antenne pronte a catturare le frequenze di qualcosa là fuori.
Pensai che gli alieni sono annoiati quanto noi esseri umani, non hanno niente di importante da comunicare. 
Il nostro sangue produceva silenzio, un riposo cosmico di nostalgia insondabile.

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