Le sue labbra, soffici come carta antica,
sapevano di inchiostro e polvere.

L’avrei baciato migliaia di volte,
solo per assaporare la pacifica poesia
della sua lingua.

Ma sto accarezzando fantasmi
con occhi vuoti, spogli, nudi
vulnerabili come doccioni
addormentati nel sole del pomeriggio.

 

Lo amerò quietamente, senza parlare,
tra le braccia di questi angeli di pietra.

 

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“Lugubre notte, notte attraente,
la tua bellezza oscura mi ossessiona “
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