Sono passati quasi quattro anni da quando ho finito il liceo e ancora ho gli incubi sulla matematica e la fisica. Era un po’ che non mi succedeva, ma stanotte mi sono svegliata di soprassalto con la stessa ansia che provavo negli ultimi mesi della quinta superiore.
Che poi succede sempre così: quando fai un sogno bellissimo, con gli unicorni e gli arcobaleni che circondano te e il tuo grande amore in una scena idilliaca, non te lo ricordi nemmeno a sforzarti; quando invece passi tutta la notte a scappare da un assassino che è un incrocio tra Slenderman e Mefistofele puoi star certo che ti si stamperà bene in mente e magari lo sognerai anche la notte successiva.

Io stanotte me ne stavo bella tranquilla nel giardino della mia vecchia scuola – che fra l’altro non aveva nemmeno una zolletta d’erba, solo cemento – a farmi i fatti miei durante la pausa sorseggiando una bevanda che probabilmente era caffè anche se blu. Suona la campanella, tutti rientrano in classe e io con loro. Entra la professoressa di fisica: alta, secca, biondiccia e visibilmente alterata. Tutto il contrario della mia vera professoressa a parte per il caratteraccio.
“Compito, separatevi” dice gelida e gli alunni eseguono. A quel punto atterrisco, non mi ricordavo ci fosse un compito in programma! Ma poi, cosa avevamo studiato fino ad allora? Zero assoluto, il vuoto nella mia mente. Respiro profondamente e mi metto accanto al noto secchione (che si è laureato l’altro giorno con una tesi sulla teoria delle stringhe) supplicandolo di aiutarmi. “Tranquilla, vedrai che sarà facile” mi dice. Facile per te testolina geniale, non per una come me che si è fermata alle somme di mele e pere che non possono andare insieme!
Distribuisce i fogli, passa con fare da belva tra i banchi e “Avete un’ora”.
Leggo le domande, una sequenza di termini che non ho mai sentito/letto/visto/pensato. Ansia, ansia, ansia, battito cardiaco accelerato. Mi giro verso il cervellone. Non c’è. Non c’è nessuno, sono sola col mio foglio in un’aula senza porte e finestre e dal soffitto altissimo che pian piano si stringe attorno a me. So che devo risolvere il test se non voglio essere schiacciata inesorabilmente.

Mi sveglio.

Meno male.

Schermata 2013-12-16 alle 15.43.25

Annunci