Lumières

Fête des lumières, Lyon. Festa delle Luci. Freddo gelido, luminarie e fiumane di gente. Davvero, DAVVERO stupende le luci che ci sono a Lione durante quella festa, una cosa unica.

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Colonnato multicolor

Che poi io non mi sono fatta molte domande su cosa fosse o su cosa si festeggiasse, presa dal tran tran quotidiano e dal mio recente viaggiare tra le nuvole. Ti va di andare? Certo come no. Però arrivata lì mi sono sorte alcune domande, tipo perché ci fossero migliaia di poster della Madonna sparsi per tutta la città e scritte del tipo Merci Marie,Marie je t’aime etc. 
Il fatto è che Lione si mise sotto la protezione della Vergine nel 1643, un anno drudo per la città a causa di una terribile peste che si era abbattuta sulla popolazione; i consiglieri fecero voto di salire ogni anno sulla collina del Fourvière per renderle omaggio se l’epidemia fosse cessata. Così fu e un gran corteo si recò sulla collina con candele e lumicini per offrirle ringraziamento e eterna fede. Nel 1852 si decise di tenere una festa ogni anno e le famiglie da allora accendono uno o più lumignons, vetri colorati illuminati da una candelina, e li mettono alle finestre per ringraziare la Madonna la sera dell’8 dicembre, in concomitanza con la festa dell’Immacolata Concezione. Ecco. Così mi è venuto un altro dubbio visto che di concezioni immacolate non me ne intendo per niente, e allora ho chiesto alla mia metà della pera, che è più dentro al giro.

“Senti, ma com’è questa storia dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre?”
“Presente la Madonna e l’Angelo che le chiede di portare in grembo il Salvatore dell’umanità? Quella.”
“Eh, ho capito, ma se glielo chiede l’8 e lei partorisce il 25, o ha una gestazione molto corta o molto lunga.”
“…sei seria?”
“Sono seria.”
“Sei scema.”

Solo perché non lo sapeva nemmeno lui.

Comunque, installazioni e opere luminose davvero incredibili. Edifici che crollavano, si ricostruivano, giravano, respiravano, statue che prendevano vita, colonnati infuocati…cose che mi facevano dimenticare che stavo surgelando a -5°C. In una delle piazze principali proiettavano un corto animato in omaggio al Petit Prince che spero di ricordare per tutta la vita.

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“Si tu aimes une fleur qui se trouve dans une étoile, c’est doux, la nuit, de regarder le ciel.”

E poi, nota positiva in più, ho soggiornato allo Chateau de Longsgard. Un villozzo con un giardino sconfinato, cavalli e ghirlande natalizie alle pareti. Quando la mattina sono entrata nella sala dove servivano la colazione, sono stata proiettata in un libro delle Brontë: finestroni che affacciavano sul paesaggio nebbioso e ghiacciato, candelabri dai ghirigori nobili, saliere decorate con fiori d’argento. Mentre ero lì a bocca aperta, un omino stenterello entra  seguito fedelmente da un cagnolone peloso, mi chiede se voglio del caffè, me lo versa gentilmente e se ne va chiudendosi dietro la porta in mogano con la maniglia d’ottone a forma di peonia. Mi siedo, sorseggio il caffè e intanto sfoglio il depliant sulla tenuta:

“In 1997 Count and Countess du Mesnil du Buisson purchased Château de Longsard to make it their home and bring it back to its former glory.  […] Today they operate a lovely bed and breakfast as well as offer self-catering suites and apartments in their newly renovated Coach House.”

Il Conte mi aveva servito il caffè. 

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I cavalli del Conte

 

Oltre a imparare che l’apparenza inganna, ho anche imparato che non devi assolutamente mangiare il kebab alle undici di sera quando fuori la temperatura è polare anche se non hai mangiato dalla mattina e il tuo stomaco si sta accartocciando su se stesso e quello è l’unico posto aperto nel raggio di 30 km. 

Comunque, credo che una volta nella vita questa festa vada vissuta. É come passeggiare in un villaggio delle fiabe, solo con molta gente che ti spintona da tutte le parti. Medames, Messieurs,

Bonnes Fêtes à Tous le Monde!

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3 risposte a "Lumières"

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