Più dormiamo, più i nostri cuscini crescono. Si ingrandiscono di sogni che non sappiamo dove mettere nella nostra vita. Poi come lo stridio di un gesso sulla lavagna, strisciano nuovamente nelle nostre teste, la notte, interrompendo le sequenze oniriche con il racconto familiare di pensieri irrilevanti. 
Il mio cuscino è cresciuto significativamente e più velocemente del tuo, arrivando a essere quasi la metà del letto al fine settimana. Abbiamo molti cuscini, quindi ne ho preso un altro e poi un altro, ma ogni cuscino cresceva e cresceva, diventando grande come un sofà.
Una notte ho dormito sopra uno grosso quanto un letto e ho sognato una carovana di innocenza, di ricordi non miei, andando alla deriva tra strati di sogni caotici. Improvvisamente ero dipendente dai tuoi sogni. 
Volevo soffermarmi nei ricordi di quel Te che non conoscevo, nella semplicità di una vita serena e senza ostacoli. Orchidee galleggianti formavano onde caleidoscopiche. 
Ho sognato il tuo sogno, fino a non interessarmi più del mio.
I miei cuscini gonfi e grossi piano piano si sono sgonfiati e tornati alla loro dimensione e tu sei andato via, lasciandomi i tuoi cuscini, l’unica parte di te che forse ho davvero imparato ad amare.

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