Misfit

La mia vita è una favola. Non è facile essere l’emarginato di ogni storia.

Mentre Cenerentola partecipava al suo magico ballo, mentre il suo Principe raccoglieva la scarpetta di cristallo, io ero la povera Zucca, splendente per una notte e poi finita in mille pezzi.

Intanto che la Principessa dormiva sonni agitati, aspettando di sentirsi adeguata, io ero il Pisello schiacciato da sette materassi, il fastidio.

Mentre Raperonzolo faceva crescere i suoi capelli dorati, e il Principe attendeva la sua treccia, io ero il povero Cavallo Bianco, decisamente meno affascinante del Principe Azzurro.

Mente Jasmine coccolava la sua tigre, quando Aladdin trasformava i suoi sogni in realtà, io ero il Tappeto Magico, costretto a portare il peso dei due innamorati in una fredda notte araba; un nuovo magico mondo, ma non per i tappeti calpestati.

Ero le indesiderate scaglie di Ariel, la Rana che nessuno vuole baciare, la Mela avvelenata di Biancaneve, il Fuso di Aurora, il Lupo famelico.

Mentre Belle trovava il cuore in una Bestia, mentre gli orologi e le candele danzavano insieme alle teiere e alle tazze, io ero la solitaria Rosa che stava avvizzendo inesorabilmente.

Mentre Pocahontas esplorava la Natura e l’Amore, intanto che John Smith baciava la sua bella principessa indiana, io ero il Salice Piangente, che sospirava piano piano al vento.

Non abbastanza fondamentale per essere l’antagonista, mi camuffavo nelle scene. I Fratelli Grimm e Walt Disney e nessun altro raccontavano mai storie di streghe dolci o di sorellastre carine e amorevoli… 

“E vissero per sempre infelici e scontenti”, fine della storia, chiudi il libro?Immagine

11 risposte a "Misfit"

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  1. Hai scritto uno tra i post più stupendamente assurdi che abbia mai letto. Non riesco neanche ad associarti al Brutto anatroccolo. Qui l’unica vera favola sei tu.

  2. Hai dimostrato che certe teorie sono giuste.
    Nello stesso modo come il cattivo è necessario perché esista il buono, è necessario il disagiato (o sfigato) perché esista il fortunato.
    In definitiva sembrerebbe che sia meglio il cattivo del buono…
    Ciao.
    Quarc

      1. I cattivi non hanno alcuna intenzione di imparare; sono cattivi… e basta. Può darsi che qualcuno rinsavisca. I buoni? Beh i buoni possono sbagliare e possono quindi imparare dall’errore.
        Sbagliando s’impara… o no?
        Buona giornata.
        Quarc

      2. Secondo me è difficile che un buono sbagli e se lo fa o non se ne rende conto o una fata buona corre subito in suo aiuto. I cattivi imparano…a essere sempre più cattivi! Comunque sì certo, sbagliando si impara (o si dovrebbe).
        Buona giornata anche a te

      3. Forse non sono buono… probabilissimo. Quando sbaglio dico: “Per fortuna non sono infallibile… dato che chi non sbaglia mai è antipatico.
        Buon 2014.
        Quarc

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