Le persone non smettono mai di stupirmi. Sia in bene che in male, ovvio, anche se ultimamente più in male. O forse sono io che non riesco più a capire come prima la gente? Saró diventata più cinica e meno comprensiva, ci sta. Si sa come vanno queste cose: delusioni, amarezze, zero riconoscimento…sali e scendi scalini che non portano da nessuna parte, vaghi senza sosta su un nastro di Möbius, protagonista di una litografia di Escher. E ti ritrovi a raccogliere i tuoi pezzi -quelli che hai donato o che si sono presi senza chiedere- mugugnando su quanto non ti torna.
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Ho creduto spesso di non valere niente, o molto poco. Ma ora ho capito di essere importante, che è giusto credere in me stessa, che sono il primo pensiero di certe persone la mattina. E ringrazio per questo.
So di essere così importante da non meritare questa amarezza, da non dovermi sentire a pezzi, da non dover soffrire per le cose sbagliate e per errori non miei.
Merito il mio perfetto angolino di mondo, me lo voglio guadagnare.
E lo farò.
Non mi guarderò indietro.
Non con rimpianto.

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